Fireface UFX. Sul banco di prova l’ammiraglia di casa RME

RME Fireface UCXConfesso che quando mi sono trovato davanti questo ben di Dio, mi sono chiesto: e adesso da dove comincio? La Fireface UFX offre tutto ciò che si potrebbe richiedere da una scheda audio in fatto di prestazioni, dotazioni di ingressi e uscite, software di gestione, con un piccolo bonus, per la prima volta su questi schermi: la possibilità di registrare in modalità standalone, mediante un hard disk o una chiavetta collegati ad una apposita porta USB 2.0 situata sul pannello anteriore.
a cura di cubaser

Il pannello anteriore offre quattro ingressi Combo (Neutrik), due uscite stereo per il monitoraggio in cuffia, una porta in/out midi, una connessione USB 2.0 tipo A per il collegamento di un hard disk o una chiavetta USB, una sezione di LED di stato ed infine la zona che racchiude un piccolo display a colori, 3 encoders rotativi, dotati di funzione push, e di 4 switch, che servono alla programmazione delle varie funzioni della scheda. I quattro ingressi combo anteriori accettano anche segnali ad alta impedenza e possono essere utilizzati come ingressi Instrument (HI-Z).

RME Fireface UCX

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Impressionante il pannello posteriore: qui sono concentrati la bellezza di altri 8 ingressi di linea bilanciati, 8 uscite bilanciate (di cui due XLR e sei TRS), una connesssione SPDIF AES/EBU, due porte ADAT per complessivi 16 canali di ingresso/uscita (la seconda commutabile SPDIF ottico), una connessione Word Clock per la sincronizzazione con altre unità, una seconda porta MIDI, le connessioni Firewire 400 e USB 2.0.

Qualsiasi cosa vi possa venire in mente di collegare a questa scheda, lo potete fare tranquillamente!

RME Fireface UCX

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La Fireface UFX può essere connessa sia come scheda Firewire che come USB 2.0; sommando i 4 ingressi combo anteriori, gli 8 ingressi di linea posteriori, i 16 ingressi ADAT e i due SPDIF si può arrivare ad un totale di 30 ingressi totali, ed altrettante uscite, di cui 12 in/out analogici. La frequenza massima di campionamento ottenibile è di 192 Khz,con una risoluzione di 24 bit,  ma, dato che il protocollo ADAT non supporta oltre i 48 Khz, volendo utilizzare frequenze di campionamento superiori gli ingressi e uscite disponibili si riducono.

Se facciamo riferimento alla frequenza di campionamento, la UFX dispone di tre modalità di funzionamento standard: fino a 48 Khz, oppure double o quad speed che consentono di attivare la registrazione rispettivamente fino a 96 Khz o 192 Khz; in questo caso, le porte ADAT vengono commutate in modalità S/MUX e quindi ogni connessione ADAT utilizzerà quattro o due soli canali invece di otto. Di conseguenza, utilizzando la UFX con una Sampling Rate fino a 96 Khz, gli ingressi/uscite totali disponibili si riducono a 22, e a 18 se usata fino a 192 Khz. Una breve descrizione del protocollo ADAT, e della sua estensione S/MUX si può trovare sulla onnipresente Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/ADAT

Molta cura è stata spesa da RME per ottimizzare il clock digitale, croce e delizia del mondo della registrazione:la precisione del clock dei convertitori e una gestione non corretta del sincronismo tra unità digitali provocano infatti disturbi durante l’acquisizione (Jitter)
o addirittura microinterruzioni della medesima (Dropouts)

 

Total MIX

Il ?cuore pulsante? della Fireface UFX! Total MIX è stato completamente ridisegnato ed offre una incredibile flessibilità di uso. All’interno di Total MIX sono rappresentati tutti i canali di ingresso e uscita offerti dal sistema; Total MIX è in grado di indirizzare un canale a più di una uscita contemporaneamente, oppure di organizzare fino ad un totale di 15 Submix stereo differenti (l’equivalente di 30 AUX mono!) per il monitoraggio indipendente delle sorgenti di ingresso e dei ritorni software. È presente inoltre una funzione Loopback che consente di reindirizzare un segnale da una uscita fisica direttamente ad un ingresso tramite routing interno, non necessitando quindi di caveria per ricollegare fisicamente ingressi ed uscite. Questa funzione è molto utile se si intende trattare un segnale già registrato utilizzando i processori (eq, compressori, riverberi e delay) presenti sui canali di Total MIX.

Grazie alla latenza assolutamente trascurabile del sistema, Total MIX può essere utilizzato sia come mixer standalone (con o senza la presenza del computer, gran parte dei controlli possono essere modificati anche utilizzando i comandi di bordo) in una situazione live, oppure sostituire completamente un mixer all’interno di una control room, consentendo anche di utilizzare l’effettistica interna per rielaborare il materiale registrato durante l’editing o il mix. Ogni traccia registrata può infatti essere reindirizzata ad un canale di ingresso e quindi successivamente trattata usando l’effettistica disponibile all’ interno di Total MIX. Attivando la funzione EQ + D for record nella pagina settings, è inoltre possibile utilizzare l’ effettistica per la registrazione direttamente sui canali di ingresso. L’alto numero di in/out disponibile consente anche di integrare nei progetti e durante il missaggio processori ed unità esterne. Da notare, sempre ma non solo per l’impiego Live, che Total MIX può essere pilotato da una superficie di controllo connessa ad una delle due porte MIDI disponibili secondo il protocollo Mackie Control (anche se non tutte le funzioni sono pilotabili nella modalità standalone) e che eventuali tracce registrate, presenti nell’unità esterna USB, possono essere anche mandate in riproduzione, disponendo oltretutto di canali separati per il controllo del volume.

Normalmente, la finestra di Total MIX è organizzata su 3 livelli, più una sezione che contiene gli effetti Send (riverbero e delay), una per la gestione del routing e di alcune funzioni, la memorizzazione degli Snapshots, dei Gruppi (mediante i quali si può ad esempio memorizzare lo status dei mute e dei solo dei canali e richiamarli alla bisogna) e la gestione della funzione DURec (Direct Usb Recording).

La striscia superiore è occupata dai canali di ingresso, quella mediana dai software returns e quella inferiore dalle uscite hardware, comprese tre control room per le cuffie e il master out.

RME Fireface UCX

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Esaminiamo più da vicino la struttura di un canale di ingresso; di default, i canali di ingresso e di uscita vengono mostrati a coppie stereo, ma, con un comando apposito, è possibile visualizzarli come singoli canali mono.

Lo strip channel è quello di un canale tradizionale: troviamo quindi, a partire dall’alto, il nome del canale stesso (può essere personalizzato), un PanPot, i pulsanti Mute e Solo, un Display con visualizzazione numerica (impostabile sia come Peak meter che RMS meter ) che mostra il livello del canale, un Fader che mostra il livello del segnale mandato al bus a cui è inviato il canale stesso, uno Slider che regola la mandata effetti, un tastino Trim che permette di linkare i fader del canale nei diversi Submix ed infine lo slot che consente di modificare il routing del canale stesso.

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Prima di addentraci nella visualizzazione delle varie funzioni dei canali di ingresso, spendiamo due parole sul concettto di Submix: il fader di un canale di Total MIX, a differenza di un canale tradizionale, rispecchia semplicemente la quantità di segnale inviata all’uscita a cui è indirizzato il canale stesso. Essendoci 15 coppie di uscite fisiche, questo fader, a seconda dell’uscita selezionata, può assumere 15 diversi livelli. Selezionando uno qualsiasi dei canali di uscita nella corsia inferiore, si visualizzano quindi tutte le impostazioni dei canali relative a quell’uscita. Ecco quindi come possono presentarsi i primi 4 canali, relativamente alla coppia di uscite 3 e 4 e alla 5 e 6.

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Volumi e panpot possono essere differenti in modo da personalizzare gli ascolti ai due musicisti connessi ai due sistemi di monitoraggio. Ogni settaggio di volumi e panpot relativo ad una uscita o coppia di uscite viene definito appunto Submix; essendo disponibili un massimo di 15 coppie stereo o 30 uscite fisiche mono, sono possibili quindi fino a 15 monitoraggi mono o 30 stereo o combinazioni di essi. Utilizzando i software returns, inoltre, è possibile indirizzare un segnale registrato all’interno della nostra DAW fino a 15 processori esterni stereo (o 30 mono) con mandate indipendenti!

Considerando poi l’utilizzo live con una piccola formazione, è possibile immagazzinare in Workspaces e Snapshots l’intera configurazione del mixer, in modo da richiamare all’istante volumi, equalizzazioni, effettistica e monitoraggio per l’intero gruppo, ed eventualmente anche personalizzato sul locale in cui ci troveremo a suonare, visto che i canali di uscita dispongono della stessa effettistica di quelli di ingresso per quel che riguarda equalizzazione e compressione!

Proseguendo nell’analisi del canale tipo, troviamo 3 pulsanti che abilitano la comparsa di sezioni dedicate alla gestione del canale, all’equalizzazione e alla dinamica; cliccando sull’ iconetta a forma di chiave inglese, apriamo le impostazioni di canale.

RME Fireface UCX

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Tramite il campo Stereo è possibile raggruppare due canali mono in uno stereo; uno slot consente di impostare per ogni ingresso la sensibilità a +4, -10 o low gain (questa opzione manca negli ingressi digitali e in quelli  microfonici  è sostituita da uno switch che richiama la funzione Hi-Z; nei canali microfonici è presente anche uno switch individuale per l’alimentazione phantom ed il gain; una funzione Autoset attiva un limiter automatico per prevenire clipping indesiderati). In tutti i canali è presente l’inversione di fase e, se impostato come coppia stereo, un processore MidSide. Un ulteriore potenziometro Wide permette di allargare o restringere la stereofonia.

Ogni canale dispone di un equalizzatore parametrico a tre interventi, con un ulteriore filtro passaalti con pendenza e frequenza regolabili; l’intervento 1 può essere configurato come Peak o Shelf, il 2 solo come Peak, il 3 anche come Low Pass, consentendo un’ottima flessibilità di uso.

http://www.audiosonica.com/it/corso/post/76/Equalizzatori_e_Filtri-Equalizzatori

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La sezione dinamica offre un compressore/espansore di dinamica con i consueti controlli di threshold, attacco, rilascio e ratio, più gain in ingresso e uscita, anche automatici.

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I canali di uscita offrono le stesse caratteristiche, salvo la presenza di uno slider per il livello del ritorno effetti al posto della mandata effetti; i canali denominati Control Room prevedono inoltre l’uso di un microfono per il Talkback, (assegnabile ad uno dei 4 inputs microfonici) con un pulsante DIM che attenua automaticamente il programma quando viene attivato il Talkback mic, consentendo al fonico di comunicare in cuffia con i musicisti durante le riprese. Il master bus offre persino un tastino Mono, per la comparazione istantanea della compatibilità mono/stereo ed la possinbilità di richiamare un secondo bus (Speaker B) a cui collegare un secondo sistema di monitor di riferimento, oltre che un comando per mettere in mute gli effetti simultaneamente su tutti i canali.

La sezione FX comprende un riverbero ed un delay, con i consueti parametri programmabili; ogni canale, sia ingresso che software return, è dotato di una mandata effetti, ogni canale di uscita è dotato di un ritorno effetti: se il canale di uscita è in modalità loopback, anche l’effetto può essere registrato; infine sulla destra troviamo una sezione per il controllo di alcune funzioni generali, come l’attivazione pre o post dei faders o la visualizzazione e il richiamo degli snapshots.

I canali Software return non dispongono di EQ e compressore, ma possono utilizzare, previo routing, l’effettistica dei canali di uscita.

 

DURec

Connettendo al pannello frontale una unità di memoria di massa è possibile registrare, ovviamente in multitraccia e fino ai 30 canali totali di ingresso, ciò che arriva alla nostra scheda audio. Per ottimizzare il flusso audio, la registrazione viene effettuata in modo interleaved, cioè con i canali audio linkati tra di loro; di conseguenza, se il software in cui desideriamo importarli non consente l’importazione diretta di un solo file con un certo numero di tracce interleaved, occorrerà splittarle in tracce individuali con un piccolo software disponibile sul sito RME.

Registrare una performance è molto semplice: è sufficiente collegare un hard disk o una chiavetta USB (formattati in FAT32) all’ingresso USB frontale, attivare la funzione Record Wiew, schiacciare REC sulle tracce che desideriamo vengano armate e poi REC nell’apposito campo della finestra DURec.Una barra di avanzamento mostra il procedere della registrazione, schiacciando il pulsante STOP la stessa viene interrotta; i canali desiderati possono poi essere messi in playback sia individualmente sia come Submix.

RME Fireface UCX

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Il segnale è registrato direttamente dall’input e quindi non risente degli eventuali effetti, equalizzatori o processori di dinamica; tuttavia, se si volessero adoperare, è possibile attivare la funzione EQ+D for record. E’ interessante notare come DURec e registrazione su camputer possono essere attivati simultaneamente; è possibile quindi registrare la stessa performance contemporaneamente sull’hard disk del computer e  su quello collegato direttamente alla scheda che può essere utilizzata così come unità di backup in caso di malanni al pc o al software DAW. La quantità di canali registrabili simultaneamente è soggetta alle stesse condizioni che regolano il rapporto canali disponibili/frequenza di campionamento.

 

Latenza

Utilizzando il solito sistema http://www.cubase.it/modules.php?name=News&file=article&sid=319
ho misurato la latenza effettiva della scheda. Attivando la funzione Loopback e riregistrando il segnale passato attraverso eq e compressore, ho ricavato la latenza effettiva del Total MIX: 1ms.

Usando invece il sistema classico di collegare fisicamente ingressi ed uscite, naturalmente in flat, ho ricavato, con un buffer di 32 campioni a 44.1 Khz ed una latenza indicata di 1,837 ms in ingresso e 2,993 in uscita, (in totale 4,83 ms) il sorprendente risultato di… 4,8 ms.: finora non ho mai riscontrato una rispondenza così accurata!

Firewire 400 vs. USB 2.0

La connessione USB 2.0 sta sempre più prendendo piede tra le nuove uscite di gran parte dei marchi, ma la Firewire, per quanto ultimamente negletta dai produttori di computer, ha ancora alcune frecce al suo arco e viene generalmente preferita quando si opera con una grande quantità di canali audio in ingresso ed in uscita; inoltre, buoni drivers influiscono anche sull’impegno richiesto alla CPU per lavorare a basse latenze. RME ha da tempo adottato la soluzione ?hybrid? che consente di utilizzare entrambe le connessioni sulle sue schede; ma come si comporterà la nostra UFX?

Ho utilizzato il solito progetto demo di Cubase 5, particolarmente impegnativo per la presenza esorbitante di tracce e strumenti virtuali (oltre 70, comprendendo anche le tracce fx, e con un discreto numero di processori); collegando la UFX con il protocollo Firewire, ho potuto scendere fino a 128 campioni ottenendo qualche saltuario picco della CPU, ma potendo comunque operare sul programma in tempo reale senza inceppamenti.

Ho collegato quindi la UFX con un cavetto USB al mio Macbook e, installati i drivers, ho ricaricato il progetto, ottenendo le stesse prestazioni! La fama di stabilità e di efficienza dei drivers RME è decisamente ben meritata.

 

Operatività & Comodità

Nella modalità standalone, e comunque in generale, nonostante il display piccolo, l’organizzazione delle pagine è razionale, e la presenza di 4 switch dedicati a funzioni specifiche aiuta molto nella programmazione. Se null’altro viene toccato, la manopola più grande modifica il master volume della scheda (outputs 1 e 2 di default), una prima pressione attiva le cuffie 1 (outputs 9/10) ed una seconda le cuffie 2 (outputs 11/12). i due potenziometri più piccoli posti all’estrema destra impostano pan pot e ritorno effetti nelle relative pagine. Gli altri switch richiamano gli inputs microfonici e di linea, la funzione DURec e la pagina degli effetti (delay e riverbero); tutti i parametri possono essere rapidamente modificati tramite i due potenziometri più piccoli che, mediante la funzione push, servono anche per il cambio pagina.

 

La prova delle orecchie

Per poter testare i processori di Total MIX ho mandato in riproduzione un piccolo spezzone di cassa (registrata tempo fa nel mio studiolo con un  normalissimo PG52 della Shure posizionato all’interno del fusto), routandolo internamente attraverso un eq ed un compressore; ecco quindi il file risultante: la prima metà è così come è uscito dal microfono, la seconda processato con Total MIX

Cassa, Mp3 320 Kbps 304 Kb

Non poteva mancare, naturalmente, l’apporto del mio fido guitar hero Sandro, che ha suonato una acustica Takamine spalla mancante, ripresa con un microfono Shure SM 81 cardioide ed un AKG C414 B-ULS a figura di 8 in configurazione M/S a circa 1 mt, un ulteriore C414 cardioide al manico in posizione più ravvicinata, e mediante il pickup interno collegato al quarto ingresso frontale in modalità HI-Z. La ripresa è stata al solito effettuata nel soggiorno, quindi in un ambiente non particolarmente trattato.

RME Fireface UCX

RME Fireface UCX

Il file risultante dalla ripresa microfonica è questo:

Acustica MIC Mp3 320 Kbps 5,2 MB

con l’aggiunta di un po’ di compressione da Total MIX; la prima metà non compressa

Nocomp/comp Mp3 320 Kbps 1,6 MB

e questo è ciò che invece esce dal pickup in diretta; la prima metà, senza modifiche, la seconda con l’aggiunta di equalizzazione, compressione e riverbero forniti da TotalMIX tramite loopback

Acustica diretta Mp3 320 Kbps 1,8 MB

ed un basso elettrico (G & L Fender) in diretta sul primo ingresso HI-Z

Basso Mp3 320 Kbps 2,4 MB

lo stesso, equalizzato e compresso

Basso FX 320 Kbps 2,4 MB

ed infine, lo stesso basso con la sovraincisione di una chitarra elettrica (Squier Strato), registrata con la diretta e trattata con eq, compressore, riverbero e delay di TotalMIX

Basso GT Mp3 320Kbps 1 Mb

Dopo il padre ed il figlio, un altro membro della famiglia Cubaser si aggiunge al team che si occupa dei test e dei tutorials:

Si tratta della gattina Cipolla che, neanche il tempo di tornare a casa ed appoggiare la scheda sul tavolo, ha subito manifestato il suo apprezzamento per il gioiello RME eleggendola come suo personale trono!

Attualmente Fireface UFX richiede come requisiti minimi Windows XP service pack 2, fino al recente Windows 7 a 64 bit, sia come Firewire che come USB, mentre in casa Apple è richiesto da OS X 10.5 su Mac/Intel. Una pagina dettagliata su compatibilità e funzionalità con vari modelli di computer, Apple e non, si trova sul sito RME

http://www.rme-audio.de/en_products_fireface_uc_systems.php?page=content/products/en_uc_general

Per chi volesse saperne di più:

RME è distribuita in Italia da MIDIWARE http://www.midiware.com/newcore/

il sito RME http://www.rme-audio.de/en_products_fireface_ufx.php

Cubaser è Valerio Nigrelli, inizia prestissimo a farsi le ossa nei service audio scaricando furgoni di attrezzature.

Appassionato di home recording lavora nel campo ormai da circa 20 anni. Dal giugno del 2005 ha raggiunto col nickname cubaser (visto il suo sviscerato amore per questo software) la comunità dei forum di cubase.it.

È docente certificato Steinberg

Potete scrivergli su valerionigrelli@cubase.it
Potete navigare fino al suo sito www.valerionigrelli.it
Potete andarlo a trovare nel suo negozio:

Easyprint
Via Ognissanti, 9
35129 Padova
Tel. 049 8079043