DSP-Quattro: lo strumento dei professionisti alla portata di tutti.

DSP QuattroNon ne facciamo un mistero, il debutto di Wavelab 7 su piattaforma OS X non è stato privo di qualche disagio, sopratutto per via dell’interfaccia che, per quanto personalizzabile, risulta poco intuitiva e macchinosa; inoltre il rimescolamento delle voci dei menù sempre più fitti, non ne ha certamente agevolato la semplicità d’uso.
Chi lavora già da tempo nel campo dell’audio digitale avrà sicuramente sentito parlare di DSP-Quattro, ora alla versione 4.2.2, uno fra i migliori programmi audio in ambiente Mac.

Nato come audio editor, negli anni si è sviluppato fino a diventare una suite indispensabile per i professionisti e per gli appassionati di audio digitale: editor avanzato, mastering CD Audio aderente allo standard Red Book, registratore e host per la manipolazione del suono in tempo reale, tutto in un unico programma.

Per la lista dettagliata di tutto quello che questo software ha da offrire vi rimandiamo al sito ufficiale dove potrete anche scaricare la demo dell’ultima versione:

http://www.dsp-quattro.com/dspquattro/Site/Features.html

Ecco invece la nostra panoramica:

Interfaccia
La UI è molto semplice ed essenziale, in senso buono, e se siete utenti a cui piace l’ordine ma non volete rinunciare alla possibilità di tenere tutto sotto controllo, questo software vi conquisterà.
Infatti DSP-Quattro si presenta come un software modularenel quale ogni funzione ha la sua area dedicata (editing, record, CD layout, etc.); grazie a questa soluzione si possono compiere più lavori contemporaneamente, creare layout personalizzati e passare con un click da un modulo all’altro grazie alla finestra Documents, una sorta di region list che ci permette di gestire e organizzare tutto il flusso del nostro lavoro.

L’unico elemento che non abbiamo trovato all’altezza delle aspettative sono i meter della sezione master, non tanto per il look che ricorda i vecchi amplificatori hi-fi, ma perché sono piuttosto generici e non offrono una lettura molto precisa. Se pensiamo ad una sessione di mastering dove è necessario tenere sotto controllo anche i centesimi di decibel, questi meter non sono, purtroppo, sufficienti.

Inoltre non ci sono strumenti come analizzatore di spettro, correlatore di fase e bit meter, i migliori amici di un un ingegnere di mastering, tuttavia si può aggirare il problema se si hanno a disposizione dei plugins AU o VST che offrono queste funzioni, basta ricordarsi di inserirli in coda nel rack effetti.

Editing
L’editing è sicuramente un cavallo di battaglia, specialmente per la semplicità e l’intuitività con la quale possiamo eseguire dalle operazioni più comuni come quelle di cut, copy, paste, fino a rimodellare a mano (con il nuovo strumento PencilTool) la forma d’onda con la precisione del campione. 

Particolarmente utile nella finestra dell’editor è il pulsante che richiama la storia degli undo (che sono infiniti!) dalla quale possiamo istantaneamente tornare agli stadi di lavorazione precedenti.

Il processore Batch è un’altra chicca di questo programma, personalmente lo trovo molto utile anche per un singolo file poiché raccoglie in un’unica finestra molte fra le funzioni principali di audio processing e di eseguirle con un solo click.

DSP Quattro

 

CD authoring
La creazione di un CD Audio professionale con DSP-Q è praticamente alla portata di tutti. Basta importare le tracce e automaticamente viene creata la playlist del nostro CD, poi non ci resta che intervenire sulla curva delle dissolvenze, aumentare o eliminare la pausa fra le tracce (di default 2 secondi), trimmare una traccia o spostarla, editare al volo una porzione, applicare effetti per ogni singola traccia o per l’intero CD, aggiungere markers, ecc… il tutto con una semplicità estrema. 

Ovviamente possiamo aggiungere i metadata come cd-text e codici ISRC e infine decidere come  esportare il CD: come un unico file audio o singole tracce, mp3, immagine DDP o masterizzarlo direttamente su supporto ottico.

Routing
Sicuramente parte del successo di questo software proviene dal routing che offre una versatilità e una stabilità senza eguali. 

Come viene illustrato nel manuale, il cuore del programma è il mixer (l’equivalente della master section in wavelab) nel quale confluiscono i vari moduli, cioè i segnali che possono provenire dall’editor/player, da un segnale audio in transito su un ingresso della nostra scheda (es una chitarra), dal registratore (un microfono) o da un vst comandato via MIDI, tutti con i rispettivi slot per gli effetti in real time.

Se ne abbiamo la necessità possiamo caricare degli effetti anche sul mixer (che stavolta influenzeranno tutto il flusso audio in uscita) e, infine, registrare il tutto.

Inoltre se abbiamo una scheda audio con molteplici outputs, DSP-Q ci da la possibilità di utilizzare 4 bus aux parallelamente al bus principale L&R per gestire, ad esempio, degli ascolti separati o inviare dei segnali ad apparecchiature esterne.

La versatilità di questo sistema permette a  DSP-Q di essere un ottimo strumento per le performance live grazie alla sua funzione di host e la possibilità di elaborazione del segnale in tempo reale.

Effetti
DSP-Q offre una serie di plug-ins residenti (equalizzatori, riverberi, delay, chorus e un enfatizzatore del panorama stereo) efficaci e senza troppi fronzoli, purtroppo si sente la mancanza dei processori di dinamica che andrebbero a completare la suite. 

Uno strumento indispensabile e che rappresenta un vanto per gli sviluppatori di DSP-Q è il ricampionamento a fase lineare, ovvero la possibilità di convertire la frequenza di campionamento di un file audio senza introdurre distorsione, mantenendo la ?purezza? del file originario.

Inoltre nella versione 4 è stato introdotto un de-clicker che permette di ripulire il suono dai fastidiosi click che potremmo trovare, ad esempio, nella registrazione di un vinile.

Per quanto riguarda gli slot per gli effetti, abbiamo visto come ogni modulo o addirittura ogni porzione audio può avere la sua catena di effetti virtualmente illimitata, l’unico limite è la potenza dell’hardware a disposizione! Si possono anche collegare effetti esterni, sfruttando le uscite e gli ingressi della scheda audio.

Su ogni effetto possiamo visualizzare il livello di ingresso e quello di uscita, intervenire separatamente sul gain dei canali sinistro e destro e miscelare la quantità di effetto con il controllo wet/dry.

L’unico aspetto che meriterebbe di essere implementato è la possibilità di poter gestire gli effetti anche come send e non solo come insert, (?split mode? in Wavelab) per gestire al meglio l’uso di riverberi e tecniche particolari di mastering come la compressione parallela.

Prova su strada
Ormai è da qualche anno che alcune software house propongono soluzioni hardware e software per le performance live, per questo motivo ho voluto mettere alla prova DSP-Q e  sperimentare una situazione di questo tipo immaginando di andare a suonare con il mio basso, la scheda audio e il pc.

Per prima cosa configuro inputs e outputs della scheda audio e creo un nuovo modulo di registrazione. Questa funzione è molto comoda e si comporta in maniera simile ad un registratore portatile. All’inizio si imposta il nome della registrazione (ad es ?Basso?), il formato (mono/stereo, sample rate e bit rate), la cartella di destinazione e si parte a registrare; si può interrompere e riprendere la registrazione sullo stesso file, oppure con il tasto next file generare automaticamente nuovi files numerati (ad es ?Basso 02?, ?Basso 03?, ?) oppure possiamo creare un file ex novo con il tasto new file.

DSP Quatttro

Attacco il basso e attivo il transito del segnale con il tasto monitor, regolo il gain ed ecco che già sarei pronto a suonare se non fosse per un po’ di latenza che elimino abbassando il buffer della scheda.

non fate caso a cosa ho suonato, è stata la prima cosa che mi è venuta in mente… 😉

Audio file: basso flat

A questo punto il suono che proviene dal basso è un po’ povero, per cui apro il rack virtuale degli effetti e provo ad inserire un po’ di chorus.

Audio file: basso chorus

Ora però voglio ingrandire il suono perciò carico un compressore, l’eq parametrico nativo e un fuzz

Audio file: basso com+eq+fuzz

mi sembra soddisfacente e salvo la catena degli effetti come preset. A questo punto decido di voler usare anche i miei pedalini analogici, come fare? Ho due possibilità: il primo metodo è il più semplice ed è ovviamente quello di collegare il basso e gli effetti in serie prima di entrare nella scheda audio, con il rischio però di andare a saturare l’input del convertitore; oppure il secondo metodo è quello di sfruttare una funzione di DSP-Q che permette l’utilizzo di un hardware esterno in send e return. Ovviamente per questa opzione dovete disporre di una scheda audio che abbia almeno 2 in e 4 out.

Il routing è semplice ma per comodità ho fatto uno schemino:

Patch DSP Quattro.pdf

DSP Quatttro

Infine, mi sono divertito un po’ con un plug-in di sintesi granulare e ho trasformato il basso in un temporale!

Audio file: basso thunder

Alla luce di ciò si capisce il motivo per cui le tecnologie audio digitali stiano iniziando a imporsi prepotentemente anche nelle situazioni live, partendo dagli strumenti virtuali e dall’elaborazione in tempo reale fino ai mixer virtuali. Il successo di questo nuovo orizzonte è dovuto sicuramente alla grande versatilità di questi sistemi, alla qualità e sopratutto ai prezzi che sono più competitivi rispetto all’hardware analogico.
In questo DSP-Quattro tiene sicuramente il passo, dimostrandosi molto più di un semplice host. Un alleato indispensabile anche per musicisti, tecnici e appassionati.

Quello che in definitiva ci ha davvero convinto sono stati: l’ottima interfaccia, la semplicità, l’incredibile versatilità, il prezzo.

Gli aspetti che secondo noi andrebbero corretti per far sì che questo software diventi una potente suite di mastering sono la mancanza di strumenti di analisi (meter, spettrogrammi, phase scope, ecc…) e, come già detto, la possibilità di utilizzare gli effetti come mandate autonome.

Non scordiamoci comunque che questo è un software realativamente giovane ed è costantemente in evoluzione. Ovviamente gli sviluppatori non ci hanno voluto anticipare molto sulle prossime versioni, ma siamo riusciti a farci dire in anteprima che presto sarà disponibile la versione a 64 bit!

Ecco un video di presentazione di MacUpdate:

DSP Quattro è disponibile al costo di 89? (99$)

Per informazioni e la versione demo:

Per tutte le caratteristiche:

 

Stefano Danese
Musicista e appassionato da anni di Hard Disk recording, ha partecipato a corsi di formazione per tecnici del suono e attualmente frequenta il corso di Musica Elettronica con indirizzo “Tecnico di sala di registrazione” presso il Conservatorio di Frosinone.