Test M-Audio Trigger Finger Pro

00 M-Audio Trigger Finger ProDopo aver descritto alcune tastiere per computer e sistemi mobili, questa volta ecco la recensione di un prodotto con un’interfaccia hardware che ricorda da vicino le celebri macchine dedicate al dj-ing della serie MPC di Akai: Trigger Finger Pro di M-Audio.
a cura di cj

Trigger Finger Pro di M-Audio tema di questa recensione, è un controller MIDI e USB che permette di gestire il software e i plug-in in dotazione, e qualsiasi altro programma musicale di terze parti compatibile. Come potete vedere dalle immagini, si tratta di un controller con a destra una sezione formata da 16 pad, sulla sinistra un’altra con 4 controlli rotativi, 4 fader e 4 pulsanti e, infine, in basso, una sezione con 16 pulsanti disposti orizzontalmente che funziona da step sequencer.
Completano la serie i pulsanti di gestione del trasporto, quelli per il controllo della DAW e gli altri pulsanti più piccoli per gestione della macchina.

Totale M-Audio Trigger Finger Pro

Totale M-Audio Trigger Finger Pro

Il controllo dell’apparecchio è demandato a un ampio display pilotato dai cursori e dai pulsanti che si trovano in prossimità dello stesso, le scritte del display indicheranno chiaramente quali saranno i parametri software assegnati ai vari controlli che cambieranno all’occorrenza.

Sul retro si trovano il pulsante di accensione, grande e facilmente raggiungibile “al buio”, le prese per l’alimentatore opzionale, la porta USB di tipo host (o stampante) e infine la porta MIDI in stile pentapolare classico, una presenza che non può far certo che piacere visto il forte ritorno all’uso di vecchi strumenti musicali “midizzati” o che, nel caso di apparecchi ancora più vecchi, potrebbe essere sfruttata anche con un convertitore MIDI to CV.

Dettaglio Retro M-Audio Trigger Finger Pro

Dettaglio Retro M-Audio Trigger Finger Pro

Il Software: Arsenal

Il software in dotazione è molto corposo, soprattutto la sezione suoni, e consiste in un programma chiamato Arsenal, creato da M-Audio e disponibile in “stand alone” e nei formati VST/AU/AAX, che fa da ponte per utilizzare tramite i due strumenti inclusi nel pacchetto (AIRDrums e Hybrid 3) ma anche i plug-in VST disponibili nel vostro sistema.
Il prezzo iniziale da pagare è quello della solita fase iniziale di “validazione” a cui siamo ormai abituati quando si apre un prodotto di questo tipo appena installato. Per fortuna l’operazione, il cui tempo è proporzionale al numero di plug-in VST installati, avviene solo la prima volta e si dovrà ripetere solo per i plug-in che si installeranno successivamente.

Nelle prove effettuate (OSX Mavericks) il 90% dei plug in installati è stato riconosciuto agevolmente. Se si hanno particolari esigenze in questo senso, sarà opportuno verificare che il nostro plug-in preferito sia nella lista degli strumenti supportati.

Lo scopo principale di Arsenal è quello di fornire un’interfaccia software all’hardware di M-Audio. La schermata principale infatti rispecchia fedelmente quel che Trigger Finger Pro ha da offrire come pad, pulsanti e cursori, permettendo sia di programmare la parte sonora del software che alcuni parametri dei controlli hardware tramite la comoda funzione “learn”.

Arsenal M-Audio Trigger Finger Pro

Arsenal M-Audio Trigger Finger Pro

Quando viene effettuata la scansione dei plug-in, Arsenal ne interpreta anche i preset disponibili offrendo nella parte in alto, uno strumento di ricerca per tag oltre che per parole chiave. Accanto al nome di ciascun plug-in c’è il numero di preset caricabili e disponibili nella parte destra dell’interfaccia. Se il numero è uguale a 1 allora molto probabilmente il plug-in stesso non ha dei preset VST validi, ma sarà comunque possibile usarlo.

Oltre al programma host Arsenal, nel pacchetto troviamo Hybrid 3, un sintetizzatore virtuale analogico in sottrattiva con ampia wavetable, creato da Air Technology, in precedenza esclusiva di ProTools. Infatti la software house è la stessa che fornisce la libreria di strumenti virtuali di base della DAW di AVID. Il totale delle patch disponibili realizzate da Prime Loops e ToolRoom per Hybrid è di circa 2200.

Hybrid 3 Presets M-Audio Trigger Finger Pro

Hybrid 3 Presets M-Audio Trigger Finger Pro

Infine troviamo un altro strumento chiamato AirDrums, che offre circa 700 patch realizzate sempre da Prime Loops e ToolRoom sotto forma di loop e suoni da manipolare a piacimento. L’interfaccia offre lo stesso numero di pad dell’hardware ed è ottimizzata per la programmazione di Trigger Finger Pro come si può notare dalla figura.

Il software è tutto da scaricare, nella confezione si trova infatti solo un numero di serie per permettere il download e, una volta registrati sul sito M-Audio, si ha un altro numero di serie per far funzionare il programma di autorizzazione chiamato Hybrid3Authorizer che parte in automatico quando si avvia Hybrid.

La prime prove software sono state fatte per vedere per curiosità quali plug in VST sarebbero stati riconosciuti all’interno dei vari software. Come detto, Arsenal funziona anche da ”wrapper” per i plug-in VST disponibili nel sistema e quindi abbiamo iniziato con Logic Pro X, che i VST non supporta. La figura seguente è abbastanza esplicativa mostrando il funzionamento di Superior Drummer in formato VST a 64 bit all’interno di Apple Logic Pro X

VSTi in Logic M-Audio Trigger Finger Pro

VSTi in Logic M-Audio Trigger Finger Pro

La stessa cosa è disponibile all’interno di Cubase, ProTools, Ableton Live e Reaper (anche se per usare i VST non ce ne sarebbe bisogno) , e il livello di compatibilità dei software in dotazione con Trigger Finger Pro è molto alto anche se a parere nostro la cosa importante è che Arsenal, l’host per il quale vale la pena utilizzare il Trigger Finger Pro di M-Audio, funzioni al 100% con tutte le varie DAW e in standalone perchè le possibilità di lavorare in maniera professionale con la libreria in dotazione e senza ricorrere a VSTi e suoni esterni è molto alta. Occorre quindi solo decidere se utilizzare la propria DAW preferita o meno.
A nostro parere la DAW migliore sarebbe Ableton Live, se non altro per il concetto che va oltre la DAW classica.

 

Hardware

Passiamo ora allo hardware che appare molto solido, una pratica maniglia riposizionabile (chiavetta inclusa) permette di alzare e mettere il controller in una posizione più agevole per suonare. Nelle foto potete vedere l’ingombro paragonando Trigger Finger Pro agli altri oggetti visibili.

Compara M-Audio Trigger Finger Pro

 

Pad

La dotazione di controlli include 16 pad sensibili alla dinamica ai quali si possono applicare diversi colori, in modo da distinguerli tra di loro velocemente. Il pulsante “Patch Bank” moltiplica per 4 il numero di pad per un totale di 64 (16×4) tasti liberamente programmabili, ciascuno dei quali è sensibile anche all’aftertouch sia di canale che di nota (poly). Le impostazioni offrono i 64 pad programmati secondo una scala cromatica a partire dal Do1, una serie di preset inclusi permette di gestirli in diverse tipologie di scale (Maggiore, minore, etc). I pad possono essere programmati in modalità Arsenal o modalità MIDI.

Dettaglio Pad M-Audio Trigger Finger Pro

Dettaglio Pad M-Audio Trigger Finger Pro

CTRL

I 12 controlli programmabili per interagire con i vari plug in, ovvero 4 pulsanti, 4 fader e 4 knobs, sono anch’essi moltiplicabili per 4 Bank per un totale di 16 impostazioni per ogni tipo. Il software interno permette di interagire agevolmente con le opzioni a patto di giocarci prima un po’, nulla di così difficile ma dopo anni passati a smanettare con un mouse, utilizzare un hardware esterno con display e cursori richiede come minimo un piccolo periodo di adattamento, superato il quale si lavorerà velocemente. Anche i pulsanti sotto i fader hanno la possibilità di essere illuminato con colori diversi.
I controlli possono essere programmati in modalità Arsenal, Mackie, HUI e MIDI.

Cursori M-Audio Trigger Finger Pro

Cursori M-Audio Trigger Finger Pro

SEQ

La striscia in basso è composta da 16 pulsanti, con altrettanti led a indicare lo stato e a comporre i sedicesimi di una misura, che servono a programmare 16 sequenze composte da gruppi da massimo 4 misure per un totale di 64 note per 64 pad (16×4). Queste sequenze potranno essere caricate e suonate sia manualmente utilizzando il display e l’encoder in alto a destra, sia in modalità semi automatica.
Attivando il tasto NEXT SEQ i pad si trasformatno in trigger delle sedici sequenze programmate.

Dettaglio SEQUENCER M-Audio Trigger Finger Pro

Ora, prima di proseguire, occorre capire come potersi destreggiare tra così tante impostazioni senza perdere il controllo. Facciamo quindi un po’ d’ordine.

 

Le modalità di utilizzo.

Non appena di accende Trigger Finger Pro siamo in Performance Mode e in qualsiasi preset ci si trovi, volendo programmare i pad, i controlli o il sequencer, i tre tasti con la serigrafia bianco su nero (vedi immagine) servono a impostare la macchina nelle tre modalità principali di programmazione e uso: PAD, CTRL e SEQ.

Tasti Programmazione M-Audio Trigger Finger Pro

Tasti Programmazione M-Audio Trigger Finger Pro

Il primo preset che vediamo prende il nome di “Arsenal” ed è studiato per far funzionare l’apparecchio in modalità standalone con il software in dotazione. Ovvero useremo il programma Arsenal, controllato dal Trigger Finger Pro impostato in modalità di controllo Arsenal, con il preset dallo stesso nome.

A questo punto, aperto il programma, si caricano con un doppio clic nella lista di strumenti AirDrums o Hybrid e si è pronti per suonare. Se si usa AIRDrums si avranno dei preset prevalentemente ritmici, alcuni di questi limitati ai primi 16 pad, altri estesi a tutti i 64, stesso discorso per i controlli. Quello che possiamo suonare è mostrato nel software, così come cosa possiamo controllare. Il fatto che al cambio dei banchi di controllo cambino i colori dei pad anche nel software, aiuta molto a capire dove siamo posizionati.
Se si fa un doppio clic sul preset di AIRDrums si apre la finestra di programmazione dei suoni per ogni singolo pad, con relativo sample editor e la possibilità di caricare due campioni per tasto e gestirne il pitch, il filtro e l’amp per ciascuno oltre che il tipo di playback (One Shot o Note ON). Per ogni set di pad sono inoltre previsti effetti globali.

Edit AIRDrums M-Audio Trigger Finger Pro

Edit AIRDrums M-Audio Trigger Finger Pro

Se si sceglie di aprire un set di suoni di Hybrid il doppio clic aprirà l’editor di Hybrid 3 stesso con due layer da 3 oscillatori ciascuno, ma qui andremo oltre i confini di questo articolo. Diciamo solo che Hybrid permette di poter programmare complesse e corpose patch con una nutrita serie di campioni e filtri condita con un sequencer interno per dare un ritmo al tutto. Basta caricare un qualsiasi preset per rendersene conto.
Se se si usano suoni melodici c’è la possibilità di utilizzare uno dei preset di Arsenal dedicati alle scale citati prima. Si sceglie la tonalità ed ogni banco di pad è diviso in 8 pad per ottava (colorata diversamente) con scale maggiori e minori. In questo modo potremmo suonare facilmente nella tonalità che si desidera, basta sapere o almeno essere consapevoli di quali siano gli intervalli di una scala maggiore o minore 🙂 e che il primo e l’ottavo tasto sono l’ottava.

Hybrid 3 M-Audio Trigger Finger Pro

Hybrid 3 M-Audio Trigger Finger Pro

I preset DAW

Se si sceglie un preset che porta il nome di una delle DAW supportate (tra cui Live, Cubase, Pro Tools, Logic, Sonar, Digital Performer e Studio One), allora possiamo utilizzare al meglio Trigger Finger Pro con la DAW scelta, sfruttando una delle modalità di controllo selezionabili tra Arsenal, Mackie, HUI e MIDI. La prima è quella destinata al pieno controllo utilizzando i programmi in dotazione, le altre sono aggiunte a seconda dei vari programmi. Il preset di Live usa Arsenal, gli altri software un misto fra Arsenal e Mackie (Cubase e Logic) e Arsenal e HUI (ProTools).
In questo modo è assicurata la compatibilità sia che si usino gli strumenti software in dotazione, sia che si decida di lavorare senza Arsenal, ovvero in una delle modalità appena elencate oltre a  quella che permette di avere il pieno controllo senza alcuna restrizione: la modalità MIDI.

 

Programmazione MIDI

Se si imposta la macchina per funzionare come un controller MIDI generico, utilizzando il preset “MIDI” potremmo decidere di programmare ogni singolo elemento della sezione controlli impostando esattamente il tipo di messaggio MIDI (CC o NRPN) e stabilendo il valore minimo o massimo di estensione dei knob e dei fader, mentre per i pulsanti in più si può impostare un Program Change. Anche i pad sono liberamente programmabili uno per uno e, oltre al messaggio di Nota ON e alla relativa velocity, si può stabilire il tipo di reazione alla pressione, se con l’aftertouch di nota o quello di canale. Volendo si può dedicare la pressione all’invio di un nuovo CC, aprendo infinite e precise possibilità di programmazione.

Secondo noi un ottimo metodo di programmazione in modalità MIDI è quello di partire da zero e personalizzare completamente Trigger Finger Pro, che potrebbe così essere utilizzato come un “semplice” controller MIDI anche per lavori extra musicali come il controllo di luci attraverso una centralina DMX con ingresso MIDI.
Dal lato musicale per fare un esempio, con Cubase si potrebbe creare un Generic Remote e mappare il tutto a seconda delle proprie esigenze, cosa che è naturalmente possibile anche in altre DAW.

Le possibilità di programmazione descritte (Arsenal, Mackie, HUI e MIDI) passano comunque attraverso la pressione di uno dei tasti PAD o CTRL.

Premendo il pulsante SEQ invece ci troviamo di fronte alla programmazione della striscia di 16 tasti che alla quale abbiamo accennato prima e il display mostra subito le impostazioni del sequencer con il nome della sequenza, in quale Pad Bank siamo (A, B, C o D), il tempo a metronomo e altre opzioni tra qui “Edit Velocity” che permette di impostare rapidamente il valore (0-127) di per ogni singolo sedicesimo. L’interfaccia utente aiuta parecchio, con opzioni che permettono la cancellazione di tutti i valori con una sola operazione o la scelta di un valore minimo di default.

Non da ultimo va ricordato che il software Arsenal permette di effettuare un backup totale e aprire e salvare sul computer le sequenze in modo che qualsiasi programmazione venga fatta possa poi essere esportata o importata a piacimento, anche se una ad una, e anche se in un formato proprietario (.tfpseq). Completano le opzioni i tasti select/mute/solo oltre al tasto “next seq” già descritto.

 

Conclusioni

Storicamente, oltre la serie S della AKAI, in tema di campionatori hardware di veramente rivoluzionario c’è la serie MPC, come si può verificare visitando il sito dei Tec Awards (http://legacy.tecawards.org/hof/14techof.html). Una vera pietra miliare nella storia degli strumenti musicali elettronici.

Oggi M-Audio si può dire abbia portato ad uno stadio evolutivo avanzato la prima edizione di Trigger Finger (senza Pro), uscito nel 2005. Le 2/3 immagini qui di seguito lo dimostrano e il primo modello è al centro, con il display a led.

Evoluzione...

Evoluzione…?

Al di là del paragone forzato (i prodotti M-Audio sono dei controller senza suoni, la MPC60 è un campionatore firmato Roger Linn), facciamo questo piccolo excursus per sottolineare che oggi i due marchi fanno entrambi parte del gruppo In Music, che comprende una nutrita seria di noti nomi dell’industria musicale e dimostra come il settore sia in continua evoluzione passando da tanti piccoli produttori a vere e proprie corporation. Se M-Audio, che è passata di mano fra diversi proprietari, inclusa AVID, ha avuto qualche problema nel passato per rimanere costante nell’aggiornamento del software, in questo caso la situazione si dovrebbe essere definitivamente stabilizzata.

 

Tornando al tema di questo articolo, se il primo Trigger Finger era un controller in linea con il resto della produzione M-Audio, diciamo “plasticosa”, ora la versione Pro di Trigger Finger si presenta solida e affidabile, abbastanza pesante da far male se casca su un piede.
Basa la propria forza sulle connessioni USB e MIDI, sulla personalizzazione di tutti gli elementi tramite una interfaccia chiara e intuitiva e senza la necessità di editor esterni come per il predecessore (il software Enigma), e con una forte predisposizione per la programmazione senza l’ausilio del computer, che servirà solo come fonte dei suoni. La possibilità di trattare Trigger Finger Pro come fosse un controller solo MIDI, permette una totale personalizzazione per utilizzarlo anche con un iPad (tramite adattatore) o con synth esterni, basterà munirsi di alimentatore esterno non incluso, o per usi anche non musicali. Ottimo per il live!

L’integrazione con il software a corredo Arsenal più i suoni inclusi nei plug-in AIRDrums e Hybryd 3 sono un ottimo inizio “out of the box” anche per imparare qualcosa in termini di tecniche di sintesi e campionamento, cosa che non fa mai male. Il supporto di plug-in VST in qualsiasi DAW è un altro plus.

Non troviamo particolari contro indicazioni e anche confrontato con la concorrenza di Native Instruments Maschine e Ableton PushTrigger Finger Pro è un prodotto che costa molto meno e permette di essere completamente svincolato nella programmazione MIDI dal computer: si caricano i suoni e via. La vera differenza con le macchine citate è però nel sequencer hardware, una esclusiva di Trigger Finger Pro, dato che anche lo MPC Studio di AKAI che è leggermente più costoso ha in software esterno che fa da sequencer

Di seguito una carrellata di tutte le immagini scattate per questo articolo. Ricordiamo che non sono immagini scaricate o particolarmente trattate, quando possiamo cerchiamo di dare un taglio casual alle foto che scattiamo per evitare di pubblicare le stesse immagini che potete trovare comodamente cercando su Big G 🙂

 

Nei video della playlist creata sul canale YouTube di Cubase.it potete vedere per primo un esempio cosa si può fare dal vivo in accoppiata con Ableton Live. Gli altri 3 video di M-Audio illustrano, il funzionamento e la gestione nelle varie modalità di Trigger Finger Pro.
Secondo noi vale la pena vederli anche se si conosce poco l’inglese.

 

 

Ricordiamo Trigger Finger Pro si può trovare online (ad oggi) a circa 250€ e che il marchio M-Audio è distribuito in Italia da Soundwave.

Maggiori informazioni qui: http://www.soundwave.it/?p=16258

Salutatemi il DJ!

🙂

Claudio Januario

Claudio Januario nasce a Londra nel 1967 ma si converte al digitale solo 25 anni dopo diventando “MIDIFONICO: operatore di sistemi di automazione musicale“.

Dal MIDI ai calcolatori il passo è fin troppo breve e oggi è Laureato in Musica Elettronica, Tecnico di Sala di Registrazione al Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone, e crede di poter spiegare agli altri come usare al meglio un Computer per creare Musica, attraverso tutti, o quasi tutti, i metodi della moderna produzione. Gran parte delle proprie competenze le riversa da diversi anni nel sito www.cubase.it e in altri progetti.