TrainYourEars EQ Edition

trainyourears_about_miniDa un grande potere, derivano grandi responsabilità? La potenza è nulla senza controllo? Non basta: esercitate le vostre orecchie e migliorerete, sempre! Ecco come fare con TrainYourEars EQ Edition per OSX e Windows.
a cura di cj

Una delle cose da far capire a chi inizi una qualsiasi attività musicale è l’importanza della fase di studio, componente fondamentale alla base della crescita artistica. Spesso è questa la differenza tra un professionista e un dilettante, ovvero il numero di ore che si passano a cercare di migliorarsi e la costanza nel perseguire il proprio obiettivo. Certo, l’esercizio continuo non assicura il talento, ma sarà invece il talento stesso a non perfezionarsi nel caso non ci si eserciti a sufficienza. Questo vale in molti campi, per la pratica con gli strumenti musicali per esempio, ma vale ancora di più quando si tratta di esercitare l’apparato uditivo, ovvero l’unico componente veramente importante se ci piace il Suono, ci piace Suonare e ci piace la Musica.

TrainYourEars About Box

TrainYourEars About Box

Il cervello umano è un apparato molto complesso e ha un potere che spesso inconsapevolmente ignoriamo: può essere per certo versi “riprogrammato”. Questo vuol dire che di base non esistono persone completamente stonate che siano impossibili da recuperare, così come non esistono persone con l’orecchio assoluto che non possano peggiorare le proprie capacità. Con questo piccolo paradosso intendiamo stabilire il concetto che è sempre possibile migliorarsi, anche se si pensa di non possedere “orecchio”. A parte le eccezioni in positivo e negativo, il soggetto completamente stonato non è così diffuso come si potrebbe pensare, così come non è facile trovare qualcuno con l’orecchio assoluto, ed è più frequente imbattersi nella via di mezzo, ovvero in persone educate o non educate a gestire le capacità del proprio apparato uditivo.

Uno dei modi per migliorare le capacità dell’orecchio è quello di esercitarsi continuamente, tramite lo studio di una disciplina materia che nelle scuole di musica viene chiamata “eat training”. Si ascolta una nota suonata al pianoforte e si cerca di cantarla, se non ci si riesce si continua provare. Dopodiché si comincia a giocare con gli intervalli. Si ascoltano due note separate oppure suonate insieme e si cerca di capire che relazione abbiano tra di loro.
Ci sono diversi programmi che aiutano a fare questo lavoro, uno dei preferiti di chi scrive è EarMaster Pro (articolo a questo link) ma se il nostro lavoro è più diretto alla produzione musicale, oltre a sapere in qualche modo “cantare” le note, è opportuno conoscere anche quello che può accadere manipolando determinate frequenza audio.

Come molti sapranno esiste una stretta correlazione tra le note musicali e le frequenze audio che il nostro apparato uditivo può percepire, ed è riassumibile in una tabella come quella che vedete in allegato.

Confronto Note Frequenza, (da Wikipedia)

Confronto Note Frequenza, (da Wikipedia)

maggiore è il numero di Hertz (unità di misura che indica i cicli al secondo), più acuta sarà la nota e ogni volta che la frequenza raddoppierà si aumenterà di un’ottava. Ovviamente è vero anche il contrario ed è per questo che se fissiamo a 440 il numero di vibrazioni al secondo del LA sopra il DO centrale nel pianoforte, possiamo stabilire che suonando la stessa nota verso il basso si scenderà a 220 (un’ottava), suonandola versò l’alto di produrranno 880 vibrazioni al secondo.

A cosa serve sapere tutto questo? Come si vede nella tabella, dato che a ogni nota corrisponde una precisa frequenza è possibile ragionare direttamente in frequenze tralasciando la denominazione strettamente musicale ed entrando in una visione più tecnica che porta a definire quello che siamo un grado di udire essere “nello spettro di frequenze che va da 20 a 20000 Hz”.

A complicare le cose c’è anche il fatto che ogni suono è composto da una miscela di frequenze audio che parte da una “fondamentale” arricchita da quelle che vengono chiamate frequenze “armoniche” o “parziali”. Quando quindi il suono di grancassa fissato sui 50/60Hz è particolarmente brillante è perchè le sue armoniche arriveranno a 4000 o 5000Hz, se non 8000. Basta prendere un qualsiasi preset di batteria virtuale e far suonare una cassa, usando un analizzatore di spettro per verificarlo.

TrainYourEars EZ vs Cubase EQ

TrainYourEars EZ vs Cubase EQ

È quindi di importanza vitale saper dare un nome e una definizione a tutta una serie di valori che servono a definire un suono, per chi lavora nel settore non si tratta più di esprimersi con aggettivi tipo “brillante” o “cupo”, ma di indicare con una precisione più scientifica come si intende operare. Ecco qui che gli aggettivi relativi ai suoni di cui sopra passano da “medio alti” o “bassi” per poi essere definiti come “3/4000 HZ” e “250 HZ” permettendo di stabilire più precisamente cosa si vuole ottenere. Perchè sapere di dover incrementare le frequenze tra i 100 e i 200 Hz è molto più preciso di dire “alza le basse”.
Una buona educazione all’ascolto è quindi fondamentale per incrementare le capacità di analisi e soluzione dei problemi in ambito audio professionale, e l’esercizio continuo non può far altro che migliorare la condizione di chi lo pratica. È quindi possibile aprire una qualsiasi DAW come Cubase, importare una traccia audio o generare dei suoni sintetici, inserire l’equalizzatore che desideriamo (magari grafico a 31 Bande) e iniziare a giocare con i pomelli cercando di memorizzare il risultato.
Ma se si avesse uno strumento che funziona solo da “Ear Trainer” , educatore dell’orecchio, in una piccola e pratica applicazione?

 

Ed eccoci dunque a TrainYourEars EQ Edition:

TrainYourEars EQ Edition è un programma per Mac e Windows sviluppato appositamente come strumento dedicato al miglioramento delle capacità di riconoscimento delle frequenze musicali, e particolarmente dedicato al musicista/produttore. Piuttosto che aprire una DAW, come detto, si ha un programma standalone in grado di importare una serie di file audio, generare rumore bianco/rosa o sfruttare l’ingresso audio del computer per poi passarli ad una sezione dedicata al tirocinio (training).

Il funzionamento è abbastanza semplice: si decide il tipo di quiz (riddle in inglese può essere tradotto più con “indovinello” ma preferiamo “quiz”) e successivamente di decide su che tipo di segnale effettuare il training, che consistenel paragonare il suono originale a quello modificato. Dopodiché si risponde regolando i cursori delle frequenze che pensiamo essere giuste e infine chiediamo la risposta e TrainYourEars ce la fornirà permettendo anche un confronto successivo con la nostra.

Semplice no?

Il programma si presenta nella versione per OSX da noi testata come eseguibile da circa 110MB da attivare tramite un codice spedito via email.

Una volta aperto, l’applicativo è diviso in tre sezioni chiamate PLAYER, OPTIONS e TRAINING, selezionabili nella parte in basso della finestra.

TrainYourEars Audio Player

TrainYourEars Audio Player

 

PLAYER

In questa sezione si deve definire la sorgente sonora che useremo per gli esercizi. Questa parte è suddivisa in 3 ulteriori pannelli: Audio Player, Noise e Live Input:

Audio Player permette di importare una serie di file audio di diversi tipi, anche compressi, che andranno a formare una playlist. Si possono aggiungere brani singoli o cartelle in modalità drag & drop o da menu e per ogni file è mostrata la forma d’onda, un oscilloscopio, uno spettroscopio (con visualizzazione logaritmica delle frequenze) e la durata complessiva. Sono presenti opzioni per la ripetizione del singolo brano o per mandare in loop una porzione selezionata. Quest’ultima funzione è sicuramente molto utile per analizzare e sfruttare a fondo una sezione particolare di un brano. Sulla destra si trovano i meter, i controlli per il volume e i pulsanti mono e mute, mentre in basso la barra trasporto con i classici comandi rew, ffw, play stop e loop

 

TrainYourEars Noise

TrainYourEars Noise

La voce Noise offre la possibilità di utilizzare come fonte due suoni di Pink e White Noise. A detta della software house il rumore più consigliato per il training è il Pink Noise e non si può che essere d’accordo se non altro per il fatto che è il tipo di rumore che viene usato come test audio in vari campi, anche per tarare l’impianto surround per esempio. Il rumore parte non appena si attiva il pannello relativo e gli strumenti visualizzati sono gli stessi dell’audio player, ovvero oscilloscopio e spettrogramma, oltre ai comandi per il mute e l’ascolto mono.

 

TrainYourEars Live Input

TrainYourEars Live Input

Live Input
Questa sezione provvede alla gestione del segnale in ingresso e rispetto alla precedente ha in più solo il meter per la regolazione del livello di input.

 

SOUND CARD OPTIONS
I tre pannelli sono accomunati dalla presenza costante del pulsante per la scelta della scheda audio che si affida alla finestra standard della piattaforma di programmazione sulla quale è stato studiato e creato TrainYourEars, ovvero Max di Cycling ’74.

Le opzioni di selezione e impostazione della scheda audio sono quelle standard del caso come il tipo di driver, la frequenza di campionamento e il livello del buffer audio per la gestione della latenza.

 

OPTIONS

Dopo aver scelto la sorgente occorre impostare le opzioni del software e, infine gli esercizi. Le regolazioni di base riguardano i colori, il comportamento dei filtri e i controlli del volume, oltre che le scorciatoie da tastiera che sono molto utili come vedremo più avanti.
Sono quindi presenti le impostazioni per rendere più difficili gli esercizi, soprattutto quelle che regolano ciò che succede quando si passa dall’audio originale a quello equalizzato e viceversa. Un conto infatti è ascoltare i due suoni uno dietro l’altro, un altro è interrompere il paragone con un suono diverso o il silenzio. È quindi possibile impostare il programma in modo che si possa passare direttamente dal suono del quiz a quello normale (livello facilitato) oppure scegliere tra silenzio, una voce o un suono “distraente”. Il tutto sia per l’ascolto tra l’originale e il suono equalizzato che per il successivo ritorno al suono originale. La scelta del preset di default è “non fare nulla”, in modo che si possa scegliere consapevolmente di rendere l’esercizio più difficile. È anche presente la possibilità di utilizzare una modalità del player “random” in modo che ad ogni domanda si possa passare da un punto a un altro del brano o della lista di brani.

 

The “Band”

L’ultima cosa da impostare, la più importante, è il numero di “Band” che compongo i quiz per la vera attività di ear training. Con la parola “Band” TYE intende intende l’insieme di impostazioni che possiamo vedere in figura e che comprendono:

  • Frequency: il range di frequenze e la divisione delle stesse
  • Gain: i valori di intervento sulle frequenze
  • Q Factor: i valori del fattore qualità
  • Filter Type: il tipo di filtro
TrainYourEars Parameters for Band 1

TrainYourEars Parameters for Band 1

Si possono avere da 1 a un totale di 10 “Band” per esercizio.

TRAINING

Si inizia dall’esercizio di default che si trova all’apertura del programma. Ha un livello di difficoltà abbastanza semplice, almeno per chi abbia un minimo di dimestichezza con un equalizzatore parametrico.
Si tratta di un quiz con un solo Band filter diviso in ottave dai 125Hz agli 8000Hz (e quindi 125, 250, 500, 1000, 2000, 4000, 8000), con soli due livelli di intervento (+12dB o -12dB) e un fattore Q fisso di 3. Completa le impostazioni la percentuale di “no change”, ovvero le volte in cui nella domanda non c’è nessun cambiamento all’equalizzazione, che è impostata su 10%.

Regolando finemente queste impostazioni di base e ampliandole possiamo complicare molto le cose fino ad avere un quiz basato su un “Band” impostato con un massimo di tutte le 31 frequenze, con step da 1dB che passano da -18dB a +18dB (36 regolazioni diverse), 6 fattori di Q (0.5, 0.8, 1.2, 3, 10, 25). Inoltre possiamo non limitarci all’uso di un parametrico, ma anche affiancarlo con un Passa Basso, Passa Alto, Low Shelf, Hi Shelf, e un Band Pass.

Secondo chi scrive già l’esercizio di base svolge un ottimo lavoro per iniziare a capire quale sia il modo corretto di interpretare i tagli o gli incrementi di 12dB sulle sette bande impostate, con un fattore Q di 3. Anche solo attivare le altre “Band” con gli stessi valori, portandole pian piano da 1 a 10, affina di molto l’orecchio perchè ogni volta occorrerà intuire quali siano gli interventi sul suono e già partendo da 2 qualche dubbio viene, figuriamoci arrivando a ben 10 regolazioni diverse, se contiamo anche il “no change” poi…

Se quindi decidiamo di incrementare le frequenze e gli step di intervento per ciascuna, si può arrivare a rendere al vita molto difficile anche a chi fa questo mestiere di professione. Aggiungendo altri filtri la complicazione diventa molto pesante tanto che secondo noi non ha senso. Per rendere il programma utile da un punto d vista didattico bastano 2 o 3 “Band” al massimo dato che il lavoro di fonico è spesso concentrato sulla correzione di errori specifici più che sull’indovinare quali siano le frequenze. D’altra pare l’uso degli altri filtri è essere molto educativo e stimolante se si inzia a piccoli passi. Per esempio impostare già solo un Passa Basso o Passa Alto magari con quale frequenza in più insegnerà alle nostre orecchie la differenza tra un taglio a 500 o 1000 Hz e la fisserà in memoria.

TrainYourEars Shortcuts

TrainYourEars Shortcuts

Per ogni risposta che restituiamo al software, giusta o errata che sia, abbiamo sempre la possibilità di avere un confronto con la risposta giusta. Questo avviene in maniera molto comoda se di impostano i comandi da tastiera nella sezione Options, noi abbiamo scelto le lettere a s d f per impostare

  • a: lo start e il “senti di nuovo”
  • s: la soluzione e il reset
  • d: ascolto della soluzione
  • f: ascolto della nostra risposta

Il programma permette di ascoltare sempre la differenza tra la nostra risposta e quella corretta, la cosa a nostro parere più importante per imparare in quanto abbiamo sempre un termine di paragone. TrainYourEars tiene inoltre conto delle nostre azioni e fino a quando non si preme il pulsante reset il risultato finale espresso in percentuale rimane in memoria, così come il numero di tentativi effettuati.

 

CONCLUSIONI

Alcune caratteristiche rendono TrainYourEars un programma unico nel panorama degli strumenti dedicati a questa particolare disciplina. Il fatto di avere così tante opzioni di personalizzazione può rendere le cose molto complicate, ma se queste opzioni vengono scelte ad hoc possono svolgere particolari compiti molto bene.

Per esempio si potrebbero fare degli esercizi dedicati solo a scoprire le differenze tra i filtri Hi Shelf Hi Cut (o Low Pass) o fra Low Shelf  e Low Pass o tutte le altre combinazioni che si desidera utilizzare. Anche il filtro Band Pass può essere molto utile anche se in questo caso il consiglio è di utilizzarlo da solo dato che non avrebbe molto senso combinarlo con altri filtri. Se si usano un filtro di cut/boost o uno shelving insieme al parametrico dell’esercizio di default, certe differenze diventeranno palesi dopo ogni esercizio. Il bello arriverà comunque quando si passerà dal mondo ideale, quello del rumore rosa, al mondo reale, quello dell’uso della nostra musica preferita, dove certe evidenti alterazione del segnale non sono più così evidenti perchè ciò che ascolteremo avrà una continua variazione delle frequenze, in pratica sarò già filtrato.

A nostro parere con solo 5 o 10 minuti al giorno di utilizzo, il programma può migliorare notevolmente il nostro approccio alla materia. Se si inizia con del rumore rosa e l’esercizio di base per poi proseguire con un file audio a nostro piacere, si capiranno già le differenze tra i due ambienti, uno ideale dove ci sono tutte le frequenze e bene o male si notano le differenze, e l’altro più reale, in un ambito dove non è detto che le variazioni siano scontate. Aumentando il numero di frequenze o la larghezza di banda, le cose diventano più complicate ma il nostro orecchio avrà già capito, nel giro di qualche giorno, cosa vuol dire incrementare di 12dB sui 1000Hz o tagliare sugli 8000Hz, è garantito. Non si tratta di magia ma semplicemente di lavorare e avere la pazienza di esercitarsi per crescere.

A nostro avviso, da consigliare a chiunque faccia del suono la propria professione.

Prezzo: 29€

 

 

Ecco qui un breve video illustrativo che abbiamo preparato e pubblicato nel canale YouTube dei Forum di Cubase.it

 

ed ecco alcuni video tratti dal canale YT di TraynYourEars (in inglese scritto) che descrivono altre funzionalità del software

 

Per maggiori informazioni

Buon allenamento a tutti

Claudio Januario

Claudio Januario nasce come “MIDIFONICO: operatore di sistemi di automazione musicale” e oggi è laureato in Musica ElettronicaTecnico di Sala di Registrazione al Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone, e crede di poter spiegare agli altri come usare al meglio un Computer per creare Musica, attraverso tutti, o quasi tutti, i metodi della moderna produzione.
È docente Steinberg certificato ed è l’ideatore, realizzatore e gestore di questo sito.
Puoi contattarlo attraverso i forum oppure scrivendogli all’indirizzo di posta elettronica c.januario[mettilachiocciola]cubase.it