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TEST: Steinberg Groove Agent 2

di Riccardo Ballerini

Descrizione Generale: Groove Agent 2 è un VSTinstrument dedicato a generare suoni di batteria e, più interessantemente , a generare ritmi e fill-in in maniera semi automatica. Lo possiamo considerare l’incarnazione informatica e moderna della tradizionale batteria elettronica.

Un po’ di Storia:  GA2 è la naturale evoluzione di Groove Agent (1), uscito da diverso tempo dai laboratori Steinberg, e che aveva generato reazioni molto differenti. C’era chi lo considerava uno strumento molto utile e chi no. Sicuramente tra i limiti che potevano influenzare negativamente il giudizio su questo software si annoverava la qualità dei campioni che non reggevano il confronto di sound library concorrenti. La Steinberg aveva lasciato intuire un certo disinteressamento nell’aggiornare questo software, l’annuncio di GA2 mi ha quindi abbastanza sorpreso ed incuriosito.

Le Novità: all’avvio del programma si rimane forse un po’ delusi in quanto è fondamentalmente identico alla rev. 1, almeno per ciò che concerne la schermata di controllo! I campioni sono in formato 24bit e la maggior parte di essi sono stati registrati su nastro analogico. Questa tecnica consente di godere di un buon “punch”, ed è figlia della compressione che avviene naturalmente nell’istante in cui si registra su nastro con un livello di ingresso sufficientemente alto da innescare questo processo senza però introdurre una percepibile distorsione armonica. Non che questo effetto non possa essere realizzato con un buon compressore, comunque è lo stesso motivo per cui alcuni artisti o ingegneri del suono preferiscono lavorare in analogico (spesso almeno per il mastering). Il risultato è che i suoni risultano decisamente migliori nel confronto con quelli di GA1!

Un altro limite che impediva  alla precedente versione di poter ambire alla qualifica di “professionale” era l’insufficiente numero di uscite individuali. Con GA2 si hanno finalmente a disposizione 8 uscite stereo che consentono, per esempio, di poter utilizzare compressori di dinamica piuttosto che ambienti di riverberazione differenti, sui singoli componenti del kit di batteria utilizzato. Questa caratteristica da sola vale, probabilmente, il costo dell’aggiornamento.

L’accesso alle uscite separate è leggermente nascosto, al punto che pensavo di aver capito male, in quanto, di default, presenta come disponibili solo le vecchie quattro uscite! Basta comunque cliccare col mouse di destra sulla scritta Groove Agent 2 ed appare un piccolo menù da cui si possono regolare questi ed altri parametri.

Così come nella precedente versione, si può utilizzare il  motore che genera i ritmi di GA2 con i suoni partoriti da un altro generatore sonoro o registrare, in una traccia di Cubase / Nuendo,  il flusso di dati MIDI generato. In questo modo abbiamo una parte MIDI reale che possiamo quindi modificare a posteriori in modo da adattarla perfettamente al nostro progetto. Controllando la parte MIDI così generata ho riscontrato, però, la presenza di alcune note di durata infinita.

La soluzione è comunque semplice: basta selezionare tutto (Ctrl/Mela +A) e dar loro la stessa durata (menù: MIDI / Functions / Fixed Lenghts), 1/16 o 1/32 va generalmente bene. Si può anche generare direttamente un MIDI File contenente il groove che apparirà sulla scrivania, per ottenere ciò bisogna attivare la funzione Record to File dal solito menù e attivare il DIP Switch che appare nello sportellino.

È da notare che il file non compare fino a quando non disattiviamo questa funzione e che non ci è dato scegliere nè la destinazione nel computer nè il nome del file generato, e che quindi nuovi file sovrascrivono quelli generati precedentemente. Bisogna quindi ricordarsi o di rinominarli e/o reimportarli nel software host.

La mappatura di GA2 è leggermente diversa da quella GM ma è possibile forzarlo a rispettarla in output tramite il DIP Switch “GM Output”.

Il numero dei ritmi nuovi, pur non essendo particolarmente alto, è maggiore di quello che sembra a prima vista in quanto, cliccando col mouse di destra, appare un piccolo sotto menù con variazioni di groove e/o di kit. È stata compensata un una grave assenza della vecchia versione che non presentava ritmi in 6/8 e 12/8.

 

Interfaccia Utente: l’utilizzo è veramente intuitivo:

Per cambiare il suono di un elemento del kit basta ciccare sulla finestrella del nome del pezzo e ne appaiono tutte le possibili alternative. Per variarne sensibilità alla velocità, accordatura, tempo di decadimento, mandata effetto (quello interno di GA2, non quello eventualmente scelto da noi nel mixer dell’host), volume ed uscita individuale, basta intervenire sulle manopole del piccolo sub-mixer presente sul pannello. La scelta dei Groove e dei Fill-in è affidata ai due caratteristici slider, ognuno dei quali è sua volta doppio.

Lo slider più in alto consente di scegliere, tramite il mezzo cursore superiore, il ritmo da generare mentre  quello inferiore permette di selezionare il Drum-Kit secondo un criterio cronologico: da sonorità anni ’50 a quelle contemporanee. In modalità Link i due mezzi cursori si muovono contemporaneamente consentendo l’accoppiata più appropriata tra ritmo e set di batteria ma trovo molto interessante e divertente sperimentare  accoppiate più improbabili.

Lo slider inferiore, anch’esso doppio, permette di scegliere il livello di complessità di groove e fill-in. È presente una nuova zona, contrassegnata dalle prime cinque lettere dell’alfabeto, che presenta le forme più basilari dei ritmi con colpi di cassa rarefatti o addirittura assenti, utile anche per linee di cassa da realizzarsi a parte al fine di meglio adattarsi al brano in lavorazione.

È presente un controllo rotativo, Humanize, che regola il livello di fluttuazioni ti tempo e dinamica al fine di emulare le inevitabili nuances di un batterista vero. Il potenziomentro Shuffle consente il controllo sull’andamento ternario eventualmente attivato sul groove. Il Limiter serve a conferire un livello di compressione generale che consenta a GA2 di avere più presenza all’interno di missaggi particolarmente densi. Ambience  regola, invece, il livello della presenza della stanza emulata dal riverbero incorporato di GA2.

Gli strumenti sono stati registrati con diversi posizionamenti dei microfoni: vicini al pezzo, overhead ed ambientali posti a 2 metri e a più di 7 metri, consentendo un’ampia scelta di riverberazione.

Modalità di utilizzo: ci sono diverse maniere per integrare questo software nel nostro flusso lavorativo. Si può lasciare GA2 suonare e registrare le azioni che svolgiamo sul suo pannello sotto forma di automazione, registrarne l’output MIDI su una traccia separata oppure settarne le sue locazioni memoria con dei preset da poterle richiamare durante l’esecuzione del brano……oppure combinazioni di queste metodologie.

Tramite una tastiera MIDI si possono controllare praticamente tutti i parametri, attivare groove di diversa complessità, attivare fill-in, mettere in mute singoli pezzi e così via. Va notato che questi comandi sortiscono effetti diversi a seconda che avvengano su un canale MIDI pari o dispari.

  • Pro: è un ottimo strumento per risolvere tracce di batteria velocemente e con ottima verosimiglianza, nuovi suoni e ritmi, 8 uscite indipendenti e compatibilità AU e Rewire.
  • Contro:  limitato numero di nuovi ritmi.

Valutazione Complessiva: molto positiva anche se, in quanto major release, ci si aspettava qualche innovazione più consistente.

Requisiti Minimi di Sistema:

  • PC: 800 MHz – 384 MB RAM – 450 MB di HD liberi
  • Apple: G4 867 – 384 MB RAM – 450 MB di HD liberi

Chiavetta di protezione Steinberg. Si può utilizzarne una di un precedente prodotto Steinberg, diversamente va acquistata a parte.

Che il Groove scorra forte nel vostro computer!

Piattaforme utilizzate: G5 2GHz DP – 2.5 GB RAM – 160 GB HD

Scheda Audio: Tascam US-428

Controller: AKAI MX 1000

Riccardo Ballerini

Rix

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Postato il Thursday, 26 May @ 20:58:56 CEST di cj

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