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» I Forum di Cubase.it, il sito italiano su Cubase, Audio, MIDI e Home Recording » Software » Plug-in Effetti, Instruments e Suoni: come fare? » anal(izzatore) di spettro » Post A Reply


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wildboy
Member # 3143
 - posted 02. Gennaio 2007 11:35
avendo buona documentazione in inglese non capisco pero'
qual'e' il giusto criterio pe iniziare a lavorare con l'analizzatore di spettro? ho l'inspector xl.comodo x memorizzare le curve
voglio dire bisogna analizzare la cassa e il basso insieme e poi tastiere voci e chitarre per vedere se c'e' il masking delle frequenze?
non capisco che criterio e che regole di base ci devono essere e se esiste qlc link
 
c.pusher
Member # 5523
 - posted 02. Gennaio 2007 13:41
il link migliore è quello che ti porta alle tue orecchie...


per verificare se ci siano mascheramenti ascolta ( ed anal-izza ) singolarmente gli strumenti che suonano piu o meno sulle stesse frequenze, poi comicia ad accoppiarli e/o sommarli, poi se hai l'orecchio allenato potresti accorgerti di quello che avviene.

Lavora con il pan, con l'equalizzatore, scava un po dove un suono "minore" è robusto e potrebbe infastidire un suono "maggiore", per esempio la voce...

Piccoli mascheramenti e controfasi, in una song dove ci siano chitarre, piani, tastiere, voci e simili, avvengono e sono in un certo senso inevitabili, l'importante è che mantengano una buona intellegibilità.
 

wildboy
Member # 3143
 - posted 03. Gennaio 2007 01:29
capito tutto.
ok grazie!
 
TheApocalypseOfUniverse
Member # 8437
 - posted 04. Gennaio 2007 18:47
ho in mente una battuta ma è meglio che non la dica sennò mi bannano
 
wildboy
Member # 3143
 - posted 04. Gennaio 2007 18:59
prova...
cmq.. mi ha detto un amico che per es i valori dei bassi devono fare una curva particolare, devono stare tra i 30 e non superare i 40.non ci sono tipo delle tabelle indicative?
 
TheApocalypseOfUniverse
Member # 8437
 - posted 04. Gennaio 2007 19:18
no no!!!
non voglio rischiare!!
a meno che non mi diano il permesso...!
comunque su questo non ti posso aiutare in quanto io stesso non ho esperienza dato che sono solo agli inizi mi spiace...
 
PAPE
Member # 4470
 - posted 04. Gennaio 2007 19:43
Si wildboy, esistono delle curve orientative di riferimento.
Per averle ti basta caricare un brano a cui vuoi "ispirarti" ed analizzarlo.

Cmq... le curve di eq dipendono da diversi fattori, quali il genere ed il "colore" che si intende dare al mix/master.
Esistono dei parametri più o meno standard, come il damping delle alte frequenze... ma sono fattori che, generalmente, si "controllano" più in mastering che in mixing.
Per quanto riguarda i bassi tra -40 e -30... mi sembra un po' azzardato, e cmq non hai specificato se si riferisce ad un brano finalizzato o ancora in fase di missaggio.
Il livello delle basse dipende da troppi fattori per poter essere semplificato in questo modo... ad esempio può dipendere dal rapporto peak/rms del brano (un brano con crest factor più basso avrà, molto probabilmente, una quantità "assoluta" di bassi maggiore di un brano con rms medio più basso e, quindi, maggiore dinamica).
Comunque se provi ad analizzare un qualsiasi brano commerciale (pop, rock, tunz, ...) vedrai che il picco dei bassi (in genere tra i 60hz ed i 120hz) è ben oltre quei valori... ad esempio ho sotto mano un brano degli Hoobastank e siamo sui -18 a 70hz.

Quindi le "tabelle indicative" puoi creartele da solo, analizzando un brano e facendo degli sreenshots... o memorizzando la curva (mi pare che l'IXL permetta di farlo).

Spero di esserti stato d' aiuto.

Ciao.
 

Stefano Maccarelli
Member # 2816
 - posted 04. Gennaio 2007 23:55
Non diventare scemo..

Lascia Perde l'analizzatore di spettro che per missare serve veramente a poco.

lo trovo più utile in fase di Mastering per controllare il damping delle alte.. e per controllare cmq l'andamento in frequenza del brano e magari confrontarlo con un di genere simile.

Ma in fase di Mixing si richia di ragionare troppo a numeri e poco ad orecchio.

Per il discorso bassi , come ha detto il grande PAPE è molto relativo e anche li ci andrei cauto a numeri e confronti..

Non mi stancherò mai di dirlo, un Buon MIX parte da un'ottima scelta di suoni e arrangiamento.

Se non si riesce a incastrare cassa e basso ...si possono passare ore davanti all'analizzatore per capire la curva...ed eventualmente scavare...enfatizzare tagliare.. ma il problema spesso è a monte.. la scelta di due suono poco compatibili tra loro.

Quindi regola prima secondo me:

Attenta scelta dei suoni

poi viene il resto


ma ripeto secondo me in fase di Mix l'analizzatore è relativo.

più utile in fase di Mastering dove magari si da colore al mix e si cambia anche un pò la risposta in frequenza del brano tra compressori limiter e multibanda..

allora può diventare utile anche un riscontro grafico.
 

goodhope
Member # 2543
 - posted 05. Gennaio 2007 19:13
non conosco il livello qualitativo delle tue produzioni.... ma se non è veramente veramente elevato in my opinion l'analizzatore di spettro è tempo buttato alle ortiche...
 
PAPE
Member # 4470
 - posted 05. Gennaio 2007 22:37
quote:
Originally posted by goodhope:
non conosco il livello qualitativo delle tue produzioni.... ma se non è veramente veramente elevato in my opinion l'analizzatore di spettro è tempo buttato alle ortiche...

Mmm... non lo so...
Io ad esempio non sono certo Andy Wallace o Tim Palmer, eppure, durante il missaggio, ho sempre un analizzatore di spettro, uno di fase ed un vu-meter sotto gli occhi.
Sono degli strumenti molto utili ma la loro utilità dipende dal quanto li si capiscano e li si sappiano utilizzare...
ed imparare a leggere un analizzatore di spettro e di fase non è una cosa proprio semplicissima ed immediata, purtroppo.

Bisogna conoscere dei concetti base, quali, per la prima:
rms... istantaneo, medio e massimo;
picco;
quanto il tempo di refresh della FFT influisca sulla risposta dell' analizzatore;
transienti, formanti, armoniche e parziali.

Una volta appresi questi concetti si può passare allo studio dell' analizzatore... ovvero: come funziona, a cosa serve e come può essere sfruttato.

Per il secondo invece bisogna conoscere bene il concetto di:
fase... puntuale (instantanea) e media;
coerenza di fase;
mid & side... cosa sono e quale "deve" essere il loro rapporto.

Da qui si può passare al capire come leggere l'analizzatore.

Insomma, è un percorso lungo... servono tempo, pazienza e voglia di ricercare, studiare, provare ed imparare.
Ma, alla fine, un analizzatore può aiutarti a capire cose che, per problemi acustici della stanza, delle limitazioni dei monitor o mancanza di "affinamento" dell' orecchio, non riusciresti a capire.

Questo è il mio modo di vedere la faccenda... ma poi, si sa, ognuno ha il suo metodo
 

newbie
Member # 5316
 - posted 06. Gennaio 2007 10:10
Grazie per il corso rapido di arabo eh...
 
Zeps_IT
Member # 3732
 - posted 06. Gennaio 2007 10:26
quote:
Originally posted by Stefano Maccarelli:
Non diventare scemo..

Lascia Perde l'analizzatore di spettro che per missare serve veramente a poco.

lo trovo più utile in fase di Mastering per controllare il damping delle alte.. e per controllare cmq l'andamento in frequenza del brano e magari confrontarlo con un di genere simile.

Ma in fase di Mixing si richia di ragionare troppo a numeri e poco ad orecchio.

più utile in fase di Mastering dove magari si da colore al mix e si cambia anche un pò la risposta in frequenza del brano tra compressori limiter e multibanda..

allora può diventare utile anche un riscontro grafico.


Assolutamente d'accordo, l'unica cosa che guardo sono i meter per nn rischiare di distorcere.

Per il resto RARAMENTE controllo la fase se proprio non ne vengo fuori con quelche strumento particolare che stò utilizzando a mò di effetto.

Per il resto anch'io solo in fase di mastering per correggere o tagliare le freq critiche.

Cià


 

wildboy
Member # 3143
 - posted 06. Gennaio 2007 11:01
in effetti anche io non faccio un controllo approfondito come dici tu. pero' credo che se io trovassi una guida o un manuale chiaro sarebbe sicuramente molto utile.
 
Stefano Maccarelli
Member # 2816
 - posted 06. Gennaio 2007 12:52
Ok...

Amplio un attimo il discorso.

Come spesso succede nell'audio, bisogna un secondino capire in che contesto ci troviamo

A mio avviso un Analizzatore di Spettro in fase di Mix può tornare utile ( oltre che per i motivi detti da PAPE , ovvero dopo una conoscenza adeguata dello strumento) più che altro quando si ha a che fare con musica acustica di un certo livello, con regisrtrazioni live. In quanto diventa molto importante anche controllare la FASE, eventuale cancellazioni e cmq una risposta in frequenza più soggetta a influenze dovute anche alla ripresa microfonica.

In condizioni di Musica prevalentemente elettronica o cmq basata al 90 % di campioni .. il discorso cambia. In quanto spesso ci troviamo di fronte a suoni già decisamente ( ben suonanti). A quel punto il MIX assume un aspetto diverso, probabilmente avremo molti meno problmemi da risolvere.

Un controllo sulla fase ogni tanto ...è opportuno usando effetti, riverberi etc etc

E poi cmq sono passi successivi secondo me.

Se un pezzo non suona, non è di certo perchè non si usa l'Analizzatore di Spettro.

Torniamo sempre al solito discoro, preoccupiamoci degli aspetti secondari in un secondo momento.

L'Utilizzo dell'Analizzatore di Spettro lo trovo più utile per apprendere, per studiare il suono , per allenare l'orecchio a riconoscere le frequenze, in modo che con il tempo si riconoscono al volo quali frequenze magari ci danno fastidio.


E come diventa strumento imporntantein situazioni oltre al MIX.
 

mamabil
Member # 3714
 - posted 06. Gennaio 2007 15:22
A mio parere il discorso fase è di vitale importanza in ogni contesto perchè ci si può incappare in ogni momento. In certi casi perfino senza usare effetti, ma semplicemente accostando due o più campioni che interferiscono fra loro.

Ma il punto è che spesso perfino alcune produzioni commerciali contengano grossi "errori" di fase visualizzabili sull'analizzatore e in rari casi sgradevoli anche nell'ascolto mono.

Bisogna quindi prestare attenzione alla stereofonia, perchè quindi c'è anche chi preferisce sacrificare l'ascolto mono in virtù di una maggior apertura e sensazione di spazilità.

Questo significa che lo strumento quindi a volte passa in secondo piano e torna molto più utile un bel tastone MONO che possa farci capire quanto perdiamo rispetto alle indicazioni totalmente fuori scala del nostro analizzatore di fase.

Per il resto sarebbe interessante che PAPE ci llustrasse meglio il discorso mid & side, io mi ci sono imbattuto più volte, ho provato vari strumenti, tipo endorphin, ma ho ancora delle belle lacune che non riesco a colmare.
 





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