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Articoli: Test Native Instruments Absynth

Per comprendere meglio l'articolo, potete leggerlo tenendo aperta questa finestra che mostra l'interfaccia grafica di Kontakt sotto forma di filmato Flash. Assicuratevi di avere l'ultima versione del Plug-in della Macromedia .

APRI "ABSYNTH INTERFACE"

Test Native Instruments Absynth
di Valerio Tarini

Native Instruments firma uno dei più interessanti sintetizzatori virtuali in circolazione negli ultimi tempi, un esempio di come ormai i synth virtuali stiano surclassando i "nonni" in versione hardware in fatto di innovazione, potenza di sintesi e controllo su di essa.

Absynth è concepito e sviluppato da una piccola software house, la Rhizomatic Software, e viene successivamente rilevato dalla Native Instruments che lo perfeziona e lo distribuisce con il proprio marchio.

Absynth è un sintetizzatore semi-modulare molto potente e versatile ed è caratterizzato da diverse tecniche di sintesi: sottrattiva, modulazione di frequenza (FM) modulazione d'ampiezza (AM), modulazione ad anello (Ring Modulation) e distorsione non lineare (Waveshaping). La polifonia può raggiungere 64 note (CPU permettendo) ed ogni voce può essere formata da 6 oscillatori, 3 filtri, 3 modulatori ad anello, 1 waveshaper, un'ulteriore filtro ed una linea di delay; sono presenti 3 LFO ed una serie di inviluppi grafici veramente particolari che andremo a conoscere più avanti.

La compatibilità di questo synth verso le varie piattaforme è molto estesa e comprende naturalmente gli standard Windows (98/ME/2000/XP) e Mac (OS 8.6 e superiori ma non ancora OS X); è disponibile sia in modalità stand alone compatibile ASIO 2.0, DirectSound, MME e Soundmanager (Mac) che come Plug-in per Win (ASIO 2.0 e Cakewalk DXi) e Mac (VST 2.0, DirectConnect e Mas/FreeMIDI).

L'installazione procede velocemente e già dalla prima schermata che Absynth ci offre, possiamo apprezzare immediatamente la sua concezione grafica pulita ed elegante: sulla sinistra 7 grandi icone ci permetteranno di addentrarci nell'editing più profondo, mentre al centro campeggia un pannello di controllo per la selezione delle patch e l'impostazione dei principali parametri di riproduzione. Per calarci nei meandri della sintesi e controllo di Absynth potremo utilizzare indifferentemente le 7 grandi icone oppure i sei pulsanti presenti in alto a destra del pannello di controllo (Patch, Waveform, Effect, LFOs, Envelopes e MIDI).

Passiamo quindi ad analizzare più a fondo l'architettura di Absynth partendo dalla Patch Window che ne rappresenta il cuore della generazione sonora, in questa finestra sono infatti contenuti i diversi moduli che costituiranno la struttura base della patch.

Patch
In questa finestra sono presenti 3 canali di sintesi indipendenti composti ciscuno da 3 moduli (Oscillator, Filter e Modulation) posti in cascata ed attivabili indipendentemente che confluiscono in un blocco denominato master, che comprende un modulo di distorsione (Waveshaper), un filtro ed un'unità effetti di ritardo, anch'essi collegati in cascata e liberamente attivabili.

Nel modulo Oscillator troviamo subito la possibilità di definire il tipo ed il numero di forme d'onda di base, ed è formato da due oscillatori distinti il Main ed il Modulator; questi possono lavorare in modalità Single (solo il Main), Double (Main e Mod), FM (Main corrisponde al Carrier e Mod al Modulator) e Ring Modulator (moltiplicazione matematica di Main e Mod). Le forme d'onda sono tantissime ma se non bastassero è possibile programmarne delle proprie impostando la frequenza in Hertz (!).

Il modulo Filter si occupa chiaramente del filtraggio del segnale offrendo una serie di filtri completa: low pass -6/-12/-24dB, high pass -6/-12dB, band pass, notch e comb. Completano il modulo i controlli di frequenza, resonance e controllo del gain.

Il modulo Mod rappresenta un'ulteriore oscillatore applicabile alla patch filtrata.

A questo punto possiamo controllare il bilanciamento delle 3 catene di sintesi per mezzo dello slider che si trova subito sotto il modulo Mod. La proporzione del mix tra i vari canali potrà essere libera o fissa a seconda di come si imposta il parametro "Auto-balance channels" che si trova nel menù a tendina Setup.

Ora che la patch è impostata, può entrare nella sezione Master per essere sottoposta ad ulteriori modifiche. In questa sezione il primo modulo che incontriamo è il Waveshaper che utilizza una tecnica di sintesi per distorcere il segnale d'ingresso. Il Waveshaper produrrà effetti tipo distorsione di un amplificatore o il pedale per chitarre elettriche enfatizzando l'effetto phaser o l'intonazione. I paramentri di controllo sono livello di input/output, fase e possibilità di applicare l'effetto in modalità mono/poly. Questa opzione può assegnare l'effetto in modo globale o alle singole voci per emulare ad esempio, la risposta di un'amplificatore ad un accordo suonato con una chitarra. Di seguito al Waveshaper troviamo un'ulteriore sezione di filtraggio completa ed infine il modulo effect che esploreremo più dettagliatamente in seguito.

Waveform
Questa finestra ci consente di disegnare liberamente le forme d'onda applicabili agli oscillatori, LFO e Waveshaper. Le possibilità di editing della forma d'onda sono 2: Waveform e Spectrum; nel primo caso potremo editare le wave direttamente nel dominio temporale mentre nel secondo caso sarà possibile editare le prime 64 armoniche nel dominio frequenziale. Le wave possono essere create o editate per mezzo dei draw tools che mettono a disposizione 1 o 2 locator per delineare il range d'intervento. Amp e offset permettono di spostare l'ampiezza e la posizione rispetto allo zero della wave mentre il menù Trasform ci mette a disposizione diversi tools per editare la forma d'onda: Normalize, DC offset, Offset Phase, Reverse, Mix (per mixare un'altra forma d'onda con quella in uso), Fractalize (utile per creare forme d'onda brillanti, diffuse e organiche), Filter (utile per eliminare l'effetto aliasing), FM (la forma d'onda in uso opera come carrier), Load Wave (per copiare una forma d'onda presente tra i preset) e Clear. Ogni preset potrà utilizzare un massimo di 8 forme d'onda e le forme d'onda personalizzate saranno a disposizione solo per il preset in questione e non sarà possibile utilizzarle in altri preset.

 

Effect
La sezione FX di Absynth è fondamentalmente basata su effetti di ritardo (non del tutto convenzionali). A lato dei tradizionali controlli wet/dry possiamo selezionare le tre modalità di funzionamento. Pipe utilizza una sintesi a modelli per riprodurre complessi flanger ed effetti panoramici. Multicomb offre 6 linee di ritardo con regolazioni indipendenti di tempo, feedback, filtro LPF, gain e pan. Multitap è un'unica linea di delay con 3 tap controllabili via LFO o controller vari il cui tempo di ritardo può arrivare fino a 10 secondi.

LFO
Absynth è dotato di 3 LFO che possono modulare numerosi parametri simultaneamente. Ogni parametro potrà essere a sua volta modulato simultaneamente dai 3 LFO per ottenere effetti di modulazione molto complessi. Le forme d'onda utilizzabili possono essere create o editate per mezzo della finestra Waveform in modo da poter utilizzare qualsiasi tipo di "vibrazione", incluso il modo Sample & Hold. Anche qui è possibile un funzionamento mono/poly mentre i parametri di controllo proseguono con Phase e Rate, per pilotare la fase iniziale dell'onda e la sua frequenza espressa in secondi, Depth per controllare altezza, ampiezza, bilanciamento FM, filtro, effect time e pan in %. Sotto troviamo la sezione dedicata all'assegnazione dei controller per pilotare la profondità (Depth), l'LFO Rate e la frequenda di Sample & Hold. I pulsanti a destra servono ad attivare/disattivare la modulazione per ogni canale. Chiude la sezione il pulsante Retrigger che serve a far iniziare un ciclo mediante un controller dedicato.

Envelopes
Absynth utilizza generatori di inviluppo programmabili di tipo "Breakpoint" per ottenere delle variazioni dei parametri nel tempo estremamente flessibili e potenti. Gli inviluppi possono controllare i principali parametri dei 3 oscillatori e della frequenza del filtro Master, e la loro creazione o modifica è semplificata dalla splendida grafica. La libertà d'azione in questa sezione è veramente notevole, ogni inviluppo può contenere fino a 68 breakpoint liberamente disegnabili e controllabili fino al minimo dettaglio per mezzo della funzione zoom. Gli inviluppi possono lavorare in 4 differenti modalità; Release - in caso di rilascio anticipato del tasto l'inviluppo salterà automaticamente al punto sustain/release interpretando la parte finale del decadimento. Sustain - il classico inviluppo ADSR. Loop - in questa modalità è possibile definire dei punti che verranno ripetuti in ciclo fino al rilascio della nota. Retrigger - L'inviluppo sarà riattivato in base al tempo settato nel box in alto a sinistra finchè la nota sarà mantenuta, in caso di rilascio l'inviluppo salterà al punto di sustain/release programmato. Per mezzo del menù Transform sarà possibile generare automaticamente degli inviluppi o apportare modifiche che influenzeranno tutti gli inviluppi selezionati.

MIDI
In questa ultima finestra è possibile controllare ogni aspetto relativo ai parametri MIDI. Midi Controllers governa l'assegnazione dei Control Change ai vari parametri e l'impostazione del Pitch Bend, Velocity può controllare l'ampiezza dell'oscillatore l'indice/balance fm e la frequenza del filtro per ogni canale mentre Note Scaling permette di scalare il valore di un parametro in base all'altezza della nota eseguita.

Test
La versione da me testata, la 1.3.4, ha dimostrato buone doti di stabilità e di risposta ai comandi, mentre l'eccellente veste grafica rende veloce e piacevole le sessioni di lavoro che, data la complessità del synth, possono anche allungarsi nel tempo. Absynth invita a smanettare senza mezzi termini, è pieno zeppo di funzioni potenti e creative adatte a modellare timbriche uniche, ma il suo pieno sfruttamento ha soggettivamente bisogno di tempo. La sola scelta, e relativo accoppiamento, delle diverse forme d'onda di base può diventare un'operazione complessa e lunga, anche perchè il materiale di base è molto vasto e, come se non bastasse, possiamo anche metterci del nostro andando a disegnare nuove forme d'onda in punta di mouse. Ma cos'è la potenza pura senza il controllo? E allora qui possiamo sbizzarrirci nel disegnare inviluppi fantascientifici, applicare potenti vibrazioni e controllare il tutto con quanti più pomelli possibile. Absynth è il classico esempio di synth da utilizzare con profitto quando cercate un timbro evolutivo particolare, avete un paio d'ore a disposizione e non avete chiaro in mente dove volete arrivare di preciso, in queste condizioni le sorprese non mancheranno di sicuro. Sui preset e sulla timbrica in generale si può dire che il campo d'utilizzo è molto vasto e può coprire diversi generi musicali come pop, rock, dance in tutte le sue forme, elettronica, new age, etc.; la sonorità è profonda e cristallina con un'ottima definizione di tutte le frequenze, ed i vari banchi di suoni offrono un gustoso assaggio delle potenzialità dello strumento.

Conclusioni
Anche questa volta i cervelloni della Native Instruments riescono a centrare il bersaglio; la ricetta è la solita: piena compatibilità verso formati e piattaforme diverse, concezione moderna ed innovativa, veste grafica piacevole e fantasiosa, funzionamento impeccabile, continuo aggiornamento e miglioramento del prodotto. Detto così semplicemente il tutto sembrerebbe scontato, ma è chiaramente intuibile che non è così; in Absynth traspare un progetto ed una realizzazione frutto di scelte ponderate ed il risultato di questo lavoro si sente alla grande! Absynth sposta in avanti la normale percezione che abbiamo dei synth virtuali ed è caldamente consigliabile come fonte di ispirazione per timbriche personali e moderne.

A cura di Valerio Tarini © 2002 www.cubase.it

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