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Test
Native Instruments Battery
di Valerio
Tarini
Consigliamo
di leggere l'articolo con questa
finestra aperta.
Battery
rappresenta l'incarnazione della moderna drum machine virtuale,
in un'epoca in cui i pattern preconfezionati
non
sono più tanto di moda ed il nodo cruciale sta quindi
nella riproduzione e manipolazione di campionamenti percussivi
in
modo veloce e creativo. Il panorama di questi riproduttori
di suoni percussivi, forse è meglio definirli in questo
modo, è molto vasto e variegato: se ne possono contare
almeno una decina tra freeware, shareware e commerciali;
tutti cercano di offrire qualche feature in più per
cercare d'emergere, ma bisogna poi scoprire on the road quali
caratteristiche
sono effettivamente utili. Il pargoletto che ci apprestiamo
a passare ai raggi-x appartiene alla blasonata dinastia dei
Native Instrument, software-house che non ha sicuramente
bisogno di presentazioni, e si propone come un sample player
dalle
caratteristiche avanzate. Come ogni prodotto N.I. il prodotto
arriva in un'elegante box comprendente un CD d'istallazione
ed un CD pieno zeppo di kit di batterie pronte all'uso, il
manuale è molto dettagliato ma manca ancora la traduzione
in italiano.
Le caratteristiche di base di Battery comprendono:
- Risoluzione interna a 32 bit
- Timing al campione
- Modalità stand-alone
MME, Direct Sound, Sound Manager, MAS, DirectConnect
e ASIO; VST2 e
DXi
- Allocazione dinamica delle risorse per prestazioni ottimali
- Lettura campioni in formato Akai, SF2, LM4, AIFF, WAV e
sorgenti MAP, con risoluzioni da 8 a 32 bit
- Fino a 54 celle per banco con un massimo di 128 velocity
layer
- Tuning, inviluppi volume e pitch, bit reduction e waveshaper
individiali per ogni cella
- Matrice di modulazione con preset drum-oriented
- Sezione FX Loop
- Libreria
inclusa con 20 sound set di alta qualità
- Compatibile Win/Mac
L'installazione è velocissima e l'unico dubbio che
ci può assalire riguarda gli oltre 500 mega di campioni:
copiarli nell'h.d. o no? Se lo spazio su disco lo permette è consigliabile,
farlo in modo da avere subito pronti in linea questi pregevoli
banchi. All'avvio Battery si presenta con una veste verde/grigia
molto riposante e con le varie sezioni suddivise in modo chiaro
e semplice; si capisce subito che le sessioni di lavoro si
svolgeranno interamente in questa unica schermata in modo da
offrirci la massima velocità operativa, molto bene.
Master
L'esplorazione
di Battery inizia dalla sezione Master, che rappresenta il
punto di partenza
per tutte le operazioni
di configurazione e caricamento/salvataggio dei dati. Il primo
menù Info ci permette di impostare il tipo d'informazione
che verrà visualizzata nelle varie celle della sezione
Matrix; sono disponibili tutti i più importanti parametri
più la funzione "follow" che, se selezionata, consente
di visualizzare il valore corrente del parametro selezionato,
ad esempio il pitch, per tutte le celle. Segue il menù Drag+Drop
che permette un rapido scambio dei settaggi tra le varie celle.
Tramite il menù File potremo fare le normali operazioni
di caricamento, salvataggio, conversione dei banchi o dei singoli
file; è possibile aggiungere i campioni in layer e salvare
preset delle modulazioni impostate. Delete è autoesplicante
al massimo ed Options ci porta ad una finestra dalla quale è possibile
impostare le uscite separate, l'attenuazione durante l'import
dei formati Akay e SF2 e selezionare il folder ed il device
per l'import; è inoltre possibile convertire automaticamente
i sample a 32 bit, scegliere la risposta alla velocity ed il
drag mode, e settare i control change a nostro piacimento.
Chiude questa sezione un fader per controllare l'output generale
del kit con tanto di led a barre.
Matrix
Questa
area è suddivisa in sei file da nove
celle ciascuna ed è chiaramente destinata ad accogliere
i sample che costituiranno il nostro kit. Con un totale di
54 celle lo spazio non manca di sicuro e si potranno quindi
impostare dei kit molto ampi. Ogni celletta dispone di una
sezione superiore per visualizzare i valori dei parametri che
abbiamo precedentemente esplorato nel menù Info, un
tastino giallo per il solo ed uno rosso per il mute. Le operazioni
di solo e mute possono essere attivate per ogni linea o colonna
completa, selezionando gli stessi tastini dai riquadri con
le lettere A, B, etc., oppure dai numeri sottostanti, molto
comodo.
Cell
In
questa sezione possiamo controllare diversi aspetti delle
singole celle come il canale MIDI che
può essere
indipendente, l'altezza di nota ed il range d'assegnazione,
il tasto Track per suonare i sample con pitch diversi, Rev
per rovesciare il sample, il Mute Group utile come sempre per
gli h.h. aperti/chiusi ed il tasto Loop che può rispettare
i punti di loop programmati nei singoli file.
Layer
Qui
troviamo troviamo tutto il necessario per creare dei layer
poderosi con controllo totale
sulla velocity, volume
ed eventuale fade. Il tutto è molto semplice e veloce
da impostare.
Fx
Loop
Fx
Loop ci permette di impostare un loop in modo accuratissimo.
Oltre al tasto per l'abilitazione
troviamo lo
Snap che ci "assiste" nell'avvicinare il loop al "punto zero" in
modo da evitare bruschi salti. Loop Count imposta il numero
di ripetizioni del loop, da uno all'infinito, Loop Start il
punto d'inizio e Loop Lenght la lunghezza, impostabili al campione,
in percentuale o in figure ritmiche. Il tutto è naturalmente
visualizzabile nella finestra a lato con grande precisione
per mezzo delle classiche barre di delimitazione.
Modulation
Ogni
cella di Battery può ospitare fino
a 6 modulazioni indipendenti, tanto per movimentare un po'
i sample... Qui tutto è molto chiaro, i sei tastini
attivano la modulazione, i due menù a tendina mostrano
le sorgenti e le destinazioni mentre lo slider centrale si
occupa del dosaggio. Il tasto Preset ci permette di salvare
una particolare combinazione di modulazioni da noi creata e
di richiamarla successivamente, con la sola limitazione di
dover usare solo una sorgente per controllare il preset.
Tune/Shape
In questa sezione vericale trovano posto i potenziometri
che controllano: Tune impostabile in semitoni, precentuale
e figure ritmiche, Shape per applicare una compressione/espansione
sui bit del
campione per valori positivi e negativi, Bits che permette
di ridurre il numero dei bit per valori interi o frazionati,
e Start per spostare il punto d'inizio di lettura del sample.
Envelope e Waveform
Gli
inviluppi che comandano il Volume ed il Pitch vengono qui
rappresentati
e visualizzati per mezzo
di un display che, anche se di dimensioni non eccezionali,
ci permette di operare con grande precisione. L'inviluppo del
volume presenta i controlli di AHDSR (Attack-Hold-Decay-Sustain-Release)
e per mezzo del tastino Mode può operare in modalità semplificata
AHD (Attack-Hold-Decay). L'inviluppo del Pitch lavora in modo
diverso e presenta i controlli di On/Off, AMT (Amount), D1
(Decay Time 1), B (Breackpoint) e D2 (Decay Time 2). Il display
della forma d'onda è naturalmente zoomabile e rappresenta
graficamente ogni modifica operata al campione.
Output
Quest'ultima
sezione presente in Battery comprende il controllo del Pan,
del volume e delle uscite separate da
assegnare ad ogni cella.
Operatività
Lasciando
da parte per un'attimo groove e loop già confezionati
apriamo un midifile ritmico sul nostro amato sequencer e
carichiamo un kit, assegnamo ai
vari suoni uscite individuali et voilàt... il gioco è fatto!
La nostra batteria è pronta su uscite separate per essere
trattata a puntino con eq, rev, delays, etc.. E' tutto molto
semplice e veloce, qui bisogna tornare a programmare le parti
ritmiche di brutto! Ho provato a costruire un kit con delle
spazzole in multi-layer ed il risultato è stato eccellente.
L'import dei campioni in formato Akay è accurato e rispetta
gli eventuali loop programmati, così mi sono trasferito
su h.d. tutti i miei Cd preferiti in modo da avere queste librerie
pronte in un attimo. Il soft, testato con Windows 2000, funziona
alla perfezione ed il carico sulla nostra CPU è abbastanza
leggero.
Conclusioni
Battery è un
software nato bene, come molti prodotti della Native Instruments,
e che si lascia utilizzare
senza problemi. Rispetto ai concorrenti può primeggiare
senza paura, forte della sua semplicità e concretezza,
anche se è prevedibile che molti preferiscano soluzioni
meno dispendiose. Si potrebbe chiedere qualcosa in più,
ad esempio i filtri, ma se questo dovesse andare a scapito
della leggerezza e velocità del programma, ne farei
anche a meno dal momento che siamo letteralmente accerchiati
da campionatori soft con decine di filtri e plug-in vari. Personalmente
trovo che Battery è in grado di rivalutare alla grande
la programmazione MIDI delle parti ritmiche, che da sempre
rivaleggiano con i groove confezionati, facendoci riscoprire
il piacere di personalizzare al massimo le nostre composizioni.
Anche se il suo prezzo rispetto alla concorrenza può sembrare
alto, Battery è da consigliare senza riserve, il professionista
o l'amatore che ama programmare e possiede librerie di qualità lo
troverà indispensabile.
Ma
le drum-machine ed i campionatori hardware dove li immagazziniamo?
A cura di Valerio
Tarini
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