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Articoli: Steinberg HALion Strings Edition

di Riccardo Angelo Ballerini

Oggetto del test:
Steinberg HALion String edition Vol 1

Piattaforme utilizzate:
iMac 15” Flat Panel G4 800Mhz – 512 MB RAM – HD 60GB

Scheda Audio:
Tascam US-428

Controller:
AKAI MX 1000

Descrizione Generale:
Plug-In multistandard (VSTi 2.0 e DXi compatibile) per la simulazione di sezioni d’archi basato fondamentalmente su una versione dedicata e semplificata del noto VSTi Sample Player HALion e di una libreria di campioni di circa 5 GB. La registrazione dei campionamenti è stato un progetto durato circa tre anni e guidato da Claudius Bruese già presente nella realizzazione di “The Grand”. Vuole essere uno strumento in grado di soddisfare la programmazione sia per musica impegnata (film-scoring etc.) che per produzioni di musica leggera.

Un po’ di Storia:
La concorrenza che in questo settore comincia ad essere serrata con librerie come la “Garritan”, la “Vienna Symphonic Library”, la “Miroslav Vitous” piuttosto che la “Dan Dean”etc.. spinge da diversi anni il confine di verosimiglianza verso livelli sempre più elevati….ben venga la concorrenza!

Il problema primario con uno strumento come il violino (e cugini) è l’enorme variabilità di articolazioni possibili. Anche limitandosi a quelle principali come il legato, detachè, spiccato, pizzicato, ricreare una partitura è un’operazione impegnativa in quanto è normale incontrare alternanze continue di articolazioni anche all’interno di una singola frase musicale, per non parlare all’interno di un intero passo orchestrale.

Si trovano, così, spesso suoni che si prestano ad essere suonati da tastierista, in tempo reale, comodi per scrivere tracce velocemente ma che mancano ovviamenete della flessibilità delle articolazioni; oppure timbri molto più fedeli ma ovviamente vincolati all’articolazione con cui sono stati campionati.

Per ottenere risultati verosimili si ricorre normalmente a tracce separate a cui sono assegnate patch con, per es., legato e staccato della stessa sezione con l’obbligo di smontare la parte originale sulle tracce in modo da far corrispondere note suonate con l’articolazione giusta alla traccia giusta, operazione fattibile ma non con l’immediatezza di una traccia suonata live.

Ecco una veloce realizzazione di 8 battute della “Overture Miniature” dallo Schiaccianoci di Peter Ilyitch Tchaikovsky (˜150 KB), non c’è riverbero né equalizzazione, utilizzando tracce separate come l’originale tranne per la linea di viola staccato a cui ho dedicato una patch tutta per lei con lo spiccato ad arcate alternate.

Un po’ di Tecnica:
i campioni sono stati registrati su 16 tracce in Nuendo e Tascam DA-98. Preamplificatori microfonici Stagetech TrueMatch Microphone-Preamp and Convertor che lavorano a 28 bit ed escono a 24 bit. Microfoni Shoeps e B&K (Bruel & Kjaer) per la ripresa dell’ambiente. Microfoni Neumann, Shoeps, Sennheiser, AKG e Sanken per gli strumenti ed ambienti addizionali. Il tutto direttamente su disco (direct-to-disc) 24bit / 96 Khz. Posizionamento dell’Orchestra: dal vivo ed in studio le esigenze di posizionamento sono leggermente diverse. Dal vivo la proiezione del suono, l’interazione tra sezioni e la posizione del Direttore d’Orchestra sono fattori importanti. In studio le priorità sono diverse. È stato scelto un posizionamento che prevede Violini a sinistra, Viole a destra, Violoncelli centro-destra e Contrabbassi in linea posteriormente, consentendo una buona separazione stereo delle parti acute (violini e viole) senza avere un disequilibrio sulla destra delle frequenze gravi (celli e contrabbassi).

Interfaccia Utente:
la schermata di dialogo con HSE è essenziale, 16 slot disponibili per altrettanti canali MIDI, volume e fine tuning generale. Gli unici parametri a nostra disposizione per ottimizzare il sistema riguardano l’incidenza dell’accesso al disco in opposizione ad una gestione che maggiormente impegni la RAM (è ovvio che con 5 GB di campioni stiamo parlando di un sistema ibrido in cui il transiente del campione risiede in RAM per un accesso rapido, al quale segue una lettura del corpo del campione dall’ Hard Disk) È presente anche una regolazione che incide sulla qualità delle interpolazioni dei campioni per alleviare il carico sulla CPU. La regolazione che permette di decidere la qualità del resampling non influisce invece molto sul sistema in quanto, essendoci circa 7 campioni per ottava questi non vengono mai trasposti molto. Non sono permessi interventi sui campioni, sulla loro intonazione o sulla loro assegnazione alle zone di tastiera. Sono presenti 4 uscite stereo.

Sonorità:
la tecnica di ripresa e di editing dei campionamenti porta a dei giudizi contrastanti anche in funzione del tipo di musica che si sta realizzando.

In sostanza è stato di molto ridotta la presenza delle componenti armoniche generate dall’arcata, non con una semplice equalizzazione, ma con delle tecniche di sottrazione che non vengono rivelate. Mi viene comunque da supporre che non siano troppo diverse da quelle utilizate per sottrarre, per es., il rumore dalle tracce, mediante plug-in comunemente utilizzati. Comunque è la prima volta che viene utilizzata questa tecnica in una sample-library.

Questa operazione rende il suono, preso da solo, apparentemente con poco mordente. Quando si vanno però a sommare diverse tracce, con eventuali raddoppi, o stratificazioni di sezioni, la minore presenza delle componenti dell’archetto rendono il suono molto più naturale, in quanto da una grande orchestra si percepisce molto di più il corpo del suono che non lo strofinare dei crini sulle corde.

Quindi i campioni ascoltati singolarmente risultano un po’ sordi ma questa sensazione deriva anche dal fatto che siamo abituati molto spesso a sentire campionamenti di archi le cui tecniche di ripresa rivelano il suono come se ascoltato dalla distanza del microfono e meno dalla posizione di ascolto tradizionale in cui l’arcata è molto meno percepibile. Mi verrebbe da dire che la sonorità è un po’ troppo naturale……..(aiuto! che cosa ho detto!!!) La libreria sonora è composta da sezioni di 16 violini,12 viole, 10 violoncelli e 8 contrabbassi. Per violini e viole sono disponibili due set di campionamenti diversi chiamati A e B, associabili al concetto di prime e seconde parti. Sono utilizzabili per ingrandire l’organico o per raddoppiare le parti senza avere l’indesiderato effetto di cancellazione che si ha quando si hanno forme d’onda identiche che eseguono la stessa parte nello stesso istante (interferenza a pettine).

Articolazioni:
su questo fronte HSE sfodera il meglio di sé. Sono presenti dei programmi che consentono, in una certa misura, di evitare quella sopra citata scomposizione della partitura, su tracce diverse con patch diverse. Ciò viene ottenuto premendo alcune note, ovviamente fuori estensione!, che permettono di passare in tempo reale da un patch “legato” ad una “staccato” piuttosto che “tremolo”. Per sfruttare al meglio queste caratteristiche torna molto comodo disporre di una tastiera con 88 tasti, ma in alternativa si può usare il transpose per rendere disponibile le note switch in una tastiera più corta. Mi spiego meglio: suonando, per es., con una patch “Combi” otteniamo normalmente un’articolazione “legato” ma se teniamo premuto contemporaneamente Bb-1 (il Si bemolle MIDI note N° 22) otteniamo la nota con articolazione “spiccato” , una variante dello staccato. Se premiamo A-1 otteniamo un trillo di 2° maggiore (1 tono), B-1 un trillo di 2° min (1/2 tono) (i trilli in questione non sono disponibili per i contrabbassi), premendo invece C0 otteniamo l’articolazione “tremolo” Solo con la sezione dei contrabbassi premendo C# 0 otteniamo l’articolazione “pizzicato” . Oltre alla patch “Combi” ne sono presenti molte altre, alcune dedicate solamente ai “trilli” piuttosto che all’articolazione “portamento” che permette una transizione senza soluzione di continuità tra due note (normalmente almeno una 3° min). Con quest’ultima premendo A-1 si ottiene quello discendente, B-1 quello ascendente, con Bb-1 si ottiene, solo per le ottave più acute, un glissando di 1 ottava ascendente.

Uno dei peggiori artefatti che si manifestano quando si eseguono velocemente sequenze di note con gli archi campionati (staccato o spiccato) è l’effetto mitragliatore. In natura gli strumentisti le articolano con arcate alternate, con un campionamento mono arcata le note sembrerebbero invece suonate tutte con la medesima direzione d’arcarta (verso l’alto o il basso). HSE ci offre un’elegante soluzione al problema con le patch “spiccato” che ci permettono di decidere arcata verso l’alto o verso il basso, oppure se ogni nota utilizzerà, alternativamente, un’arcata diversa (ci fa anche decidere con quale arcata cominciare!) Come se non bastasse il manuale dichiara fino a 9 (nove!) layer di campioni!! Veramente BRAVI!

Crescendo / Diminuendo:
un’altra importantissima caratteristica dell’esecuzione dal vero è la possibilità di variare il volume e timbro! della nota durante l’esecuzione mediante variazione di pressione e velocità dell’arco sulla corda. Anche qui HSE mostra tutte le sue potenzialità disponendo di patches in 4 modalità diverse. “Xfade” è la modalità più verosimile e permette una transizione morbida tra diversi campionamenti in quanto, quando si suona una nota, in realtà vengono triggerate fino a quattro note stereo, (quindi 8 oscillatori) la cui miscelazione è controllata da un controller (e.g. ModWheel). “Xswitch” è un’alternativa più economica, in terrmini di risorse di CPU, in quanto i singoli layer vengono attivati singolarmente in funzione del controller e quindi solo una voce stereo è necessaria per ogni nota. La controindicazione è che si hanno delle transizioni percettibili tra layer e layer. “Vel” (Velocity) in questo caso è la MIDI Velocity che decide quale layer viene triggerato, quindi se suono con Vel. alta viene attivato il layer che corrisponde al campione del fortissimo (in queste patch non vi è C.C. attivo) e così di seguito. “VelPB” (Velocity plus PitchBend) simile al precedente ma con la possibilità di variarne il volume mediante la PitchWheel. La velocità decide quindi quale layer utilizzare ed il PitchBend ne governa eventuali variazioni di volume. La scelta del PB invece del Controller Crescendo è data dalla possibilità di avere un valore centrale dal quale possiamo incremetare o diminuire il volume evitando eventuali bruschi cambiamenti di volume dati dall’utilizzo anche della MIDI Velocity per la determinazione, oltre che del layer, anche del volume.

Sono presenti delle sezioni complete mono-articolazione, chiamte “4-in-1”, utili per un veloce abbozzo della partitura ma che non sfruttano appieno le potenzialità di HSE. Alcuni programmi sono invece Pad-like con andamenti dell’envelope generator a la synth-pad.

True String Release:
un’attenzione particolare è stata riposta anche nella riproduzione della fine di una nota e non solo nell’attacco. Uno strumento ad arco non cessa di risuonare istantaneamente, ma eventuali corde a vuoto risuonano ancora per un breve lasso di tempo così come la cavità dello strumento e l’ambiente nel quale sta lavorando. HSE prevede dei campioni separati per la fine delle note che vengono attivati al momento del Nota-Off ricreando la sensazione corretta di spazializzazione e decadimento del suono.

Impressioni di utilizzo
dopo un primo impatto in cui il suono appare poco grintoso per la riduzione dell’arcata di cui abbiamo parlato, si rivela un ensemble coerente e ben equilibrato, il suono è morbido ma con una discreta penetrazione nel mix. Potrebbe non essere la mia prima scelta in un arrangiamento Pop ma con un po’ di equalizzazione è utilizzabile anche in questi contesti. Mostra il meglio di sé nel Film-Scoring e in quelle situazioni in cui serve un suono molto naturale. Per sfruttarne appieno le potenzialità è necessario lavorare a parti separate.

Pro:
campioni ripresi con accuratezza, naturali e morbidi. Facilità di utilizzo e maniacale attenzione ai dettagli della programmazione. True String Release. Le patch “Combi” rendono veramente veloce la realizzazione di passaggi contenenti legati ed arcate corte.

Contro:
le sezioni A e B sono composte dallo stesso numero di esecutori limitando la flessibilità di dimensionare l’organico, sarebbe stato interessante avere, per es., il set B da 12 violini e 8 viole. Saltuariamente ed in alcune patch ho riscontrato i campioni del true release suonare in patch che non competevano loro, un po’ come se caricando una nuova patch non si fosse pulita la memoria completamente. Confido in un fix in tempi brevi!

Wish List:
dei campioni di strumenti singoli!! Visto che è realizzato dalla Steinberg sarebbe fantastica un’integrazione degna di questo nome tra HSE e la pagina di Score di Cubase con corrispondenza delle articolazioni con le patch corrispondenti, del crescendo e decrescendo e così via!!!

Valutazione Complessiva:
è un ottimo prodotto per coloro che necessitano di non troppe articolazioni diverse ma le vogliono ben fruibili quasi in real-time. Se si cercano invece timbri “col sordino” , “al ponte” od altre sonorità più particolari bisogna cercare altrove, anche se il nome Vol.1 lascia presagire almeno un Vol. 2 che potrebbe andare a coprire queste lacune. L’integrazione motore sonoro/libreria dedicata si è rivelata vincente in termini di facilità di utilizzo e flessibilità delle articolazioni.

Rapporto qualità / prezzo:
molto buono a chi servissero solo le articolazioni e le sonorità disponibili, se invece l’eventuale Vol.2 costerà altrettanto il costo sarebbe completamente in linea con le altre librerie.

Requisiti Minimi di Sistema:

PC: PII 400Mhz o compatibile AMD, 256 MB RAM (meglio 512 MB), 5GB di HD disponibile (meglio se dedicato allo streaming dei campioni)

Apple Macintosh: Power Mac G3 500 Mhz/100Mhz bus, 256 MB RAM (512 MB raccomandati) 5GB di HD disponibile.

In alto i crini!

Il materiale di questa pagina è di proprietà di Riccardo Ballerini e Cubase.it

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