|
di
Riccardo Angelo
Ballerini
Hardware
Testato:
iMac 800 G4 15”,
scheda audio Yamaha UW 500 USB, 512 MB RAM
P III 1 GHz, scheda
audio Yamaha UW
500 USB, 256 MB RAM
Cubase
SX è la più recente incarnazione del sofware
che ha dettato il termine di paragone per i programmi di produzione
musicale basata su personal computer. È un’evoluzione
che affonda le radici in Pro16 passando per Pro24 e finalmente
Cubase da piattaforma Atari e poi portato su piattaforma Mac
e PC. Da vecchio utente sin dalla versione Pro24 mi sono potuto
gustare l’impressionante evoluzione che ha avuto il
programma, da mero sequencer MIDI ad ambiente di produzione
quasi integrale.
È anche
vero però che ultimamente Cubase VST palesava
dei problemi di anzianità progettuale e mancava di alcune
funzioni, una per tutte gli Undo Multipli, che penalizzavano
gli utenti più affezionati.
Con
la versione SX si vede finalmente una riscrittura sostanziale
del codice. Chi ha avuto modo di
vedere Nuendo si accorgerà delle
molte somiglianze, ma se Nuendo non era in grado di soddisfare
le esigenze MIDI con SX il gap è stato finalmente colmato.
Ciò non
impedisce però di poter importare tutti
i vecchi progetti senza grossi problemi. Con Emagic che ha
smesso di produrre per piattaforma PC e ha deciso di dedicarsi
ad Apple, Steinberg recupera posizioni
e credibilità con un prodotto che è sostanzialmente
nuovo, non un semplice restyling o una serie di bug-fix. Non è questo il posto per elencare l’innumerevole
quantità di funzioni e possibilità ma vorrei evidenziare
le differenze primarie dalla versione 5.
Look
E’ sempre una questione soggettiva ed io non
ne sono entusiasta però bisogna riconoscergli un aspetto
un po’ industrial abbastanza piacevole.
L’ambiente
di lavoro, la vecchia finestra di Arrange, è diventata Project Window
[foto].
Comoda la possibilità di
avere una visione di insieme di tutto il brano, non ci sono
più differenze tra tracce stereo e mono (ovviamente
non si possono però spostare file stereo su tracce mono
e viceversa), l’Inspector è diventato un vero
ambiente di lavoro estremamente flessibile che ci può risparmiare
molti passaggi fino al mixer permettendo la visione dei settaggi
di molti parametri quali mandata ed insert degli effetti,
equalizzazioni, impostazioni di traccia etc..
Le
tracce permettono poi di far apparire una estensione
della stessa nella quale operare graficamente
su automazioni di Volume,
Pan ed altri parametri in maniera comodissima e facilmente
rintracciabile visivamente. Si possono così ottenere,
per esempio, fade-in e fade-out (sotto forma di mixing
automatizzato, non come modifica del file audio), oppure
gestione del Pan,
in un attimo.
Il
Mixer è decisamente diventato adulto e si adatta
dinamicamente al numero ed alla tipologia delle tracce impiegate,
ha una parte superiore nascondibile nella quale far apparire
famiglie di controlli come le barre di equalizzazione piuttosto
che le mandate effetti e così via. E’ possibile
avere la versione lineare, al posto di quella rotativa, dei
potenziometri di Eq, Send EFX e di molti altri parametri, cosa
comodissima se si dispone del solo mouse per effettuare il
missaggio. A tale proposito è utile ricordare che quasi tutti
i parametri sono modificabili con la rotella di un eventuale
mouse a più tasti. E' possibile quindi semplicemente spostarsi
sul cursore o sul valore numerico prescelto, e poi usare la
rotella per variare le impostazioni.
Si
possono nascondere o evidenziare con facilità classi
di tracce isolando per esempio solo i canali dei VSTi o
le Group Tracks e, cosa molto importante vista la grande
quantità
di dati da visualizzare, è possibile regolare la larghezza
di ogni modulo dei canali in modo da allargare o restringere
la visuale del modulo stesso a seconda delle nostre necessità.
La
convivenza, a volte maggiormente scomoda che comoda, degli
Arrangments e dalla Song (files .ARR e
.ALL) è stata eliminata
ed integrata nell’ambiente Project, la cui cartella
(vecchio Pool) è sicuramente meglio organizzata in quanto
prevede sottocartelle per le varie famiglie di elementi quali
audio/ video/ fades
La
possibilità di importare e creare RexFiles senza
ReCycle è ottima, così come è migliorata la
gestione degli HitPoints. L’unico neo che ho riscontrato,
e che non è velocemente superabile, si ha nel caso in
cui il loop di batteria non sia troncato perfettamente, nel
qual caso SX tende ad estrapolare un tempo metronomico non
corretto. Era molto più intuitivo in ReCycle. Molto più comoda,
invece, la funzione Close Gaps per mascherare gli inevitabili
silenzi che si creano se si rallenta molto un loop di quella
implementata in ReCycle, nella quale bisognava presupporre
una percentuale di stretching dei campioni prima di esportarli.[foto
recycle]
Sono aumentate se non raddoppiate un infinità di valori
e possibilità! Tanto per citarne alcune:
- N. di tracce audio
- Raddoppiati i master EFX (sono diventati 8)
- 64 Group Tracks
- Raddoppiati gli Insert sulle barre di canale (5 nella versione
SL)
- 16 VSTinstruments ognuno con 16 canali MIDI
Undo....Finalmente!
Dire che “era ora!” è un
eufemismo...era una mancanza che ha spinto molti ad allontanarsi
da Cubase. E’ decidibile, da preferenze, quanti livelli
di Undo utilizzare (infinito mi sembra un buon valore ;-) )
e, soprattutto, è presente una History dettagliata che
ci permette di risalire alle operazioni effettuate con comodità.
Non
solo! E’ presente altresì una Offline Process
History che è una forma di Undo dedicata al processing
dei files audio permettendo ripensamenti su operazioni in maniera
selettiva. Mi spiego meglio... se su un file audio ho applicato
prima un chorus, poi normalizzato e dopo ancora rimosso un
DC Offset, posso andare a rimuovere, per es. , solamente la
normalizzazione e lasciare intatti gli altri processing...Ben
Fatto!! [foto Offline
Process History]
Plug Ins Audio
La dotazione di effetti per mandate ed insert è sicuramente
sufficente per cominciare a lavorare fin da subito. Per Mac
sono stati carbonizzati anche i plug-in delle vecchie versioni,
comodo per una compatibilità con vecchi missagi ...ma
quelli in dotazione con SX sono di tutt’altra stoffa!
Oltre a quelli più tradizionali ve ne sono alcuni che
possono stimolare la creatività ed accendere qualche ideuccia,
per esempio StepFilter: un filtro con Cutoff e Resonance programmabili
metronomicamente e sincronizzabile MIDI...très cool!
[foto stepfilter]
Plug Ins MIDI
E’ una nuova categoria di Plug-in
che permette lavorare sui VSTi. Il concetto non è assolutamente
nuovo, un arpeggiatore ne è probabilmente un trisavolo,
ma il livello a cui si sono spinti li eleva quasi a livello
di Plug-In audio. Si va da arpeggiatori a controlli modulati
dei singoli parametri come Pan, Expression, Filter e cosi via.
Finalmente possibile, mediante uno di questi Plug-In il “MicroTuner”,
poter creare accordature non temperate anche dai moduli
che non lo prevedano tramite un controllo del Pitch Bend
programmabile
per ogni semitono. [foto micro tuner]
Con “StepDesigner” si
possono invece creare dei pattern MIDI, una sorta di sequencer
nel sequencer! Insomma ce n’è per tutti i gusti.
VSTi compresi nel Bundle
A parte il solito VB che non ha
mai goduto della mia stima (ndr.:secondo me lavorando
un po' di compressione il VB1 può essere usato con successo.
cj ) è invece
presente un bel VSTi che emula la sintesi analogica. Si tratta
di A1
synth
con 2
oscillatori + un noise generator + LFO + chorus/flanger con
possibilità di FM e Ring Modulator molto interessate e
capace di sonorità veramente cattive e morbide allo
stesso tempo! [foto A1] LM7 è una versione ridotta di LM4 ma
assolutamente di qualità, mancano però le uscite
separate per permettere un trattamento, a livello di
effettistica, individuale per i singoli componenti del
drum- kit. I Kit
a disposizione sono solo 3!...in un pacchetto con queste
pretese
e di questa fascia di prezzo mi sembra una tirchieria ingiustificata!
Notazione
a livello di elementi di editing a disposizione
non ho riscontrato nessuna radicale innovazione, anzi, si notano
dei peccati di gioventù del resto inevitabili nel caso
di ristrutturazioni così radicali. Per es. non è più presenta
la possibilità di poter passare, nell’ambito della
palette dei simboli, da una famiglia ad un’altra, bensì vanno
richiamate singolarmente. I preset delle impostazioni di rigo,
anche se impostata la lingua italiana, sono in lingua tedesca....non
esattamenete una localizzazione accurata. (streicher per indicare
la sezione degli archi per es.)
Surround
La possibilità di missaggio in modalità surround è assolutamente
un elemento quasi indispensabile per un software di questa
fascia. La gestione non è però tra le più user-friendly,
del resto ci dovevano pur esser delle sostanziali differenze
tra Cubase SX e Nuendo (specialmente da quando si prospetta
l’avvento di Nuendo 2 per OS X). Se questa era caratteristica
per la quale stavate attenedendo SX è meglio orientarsi
su Nuendo.
Pro
L’efficienza della CPU è migliorata sensibilmente,
ad es. il vecchio Rev32, che mi pare identico a RevA in SX) è sempre
stato un depauperatore di risorse mentre in SX incide in modo
proporzionale alla sua qualità. Ancora più importante è la
stabilità della CPU, nelle vecchie versioni notavo delle
fluttuazioni troppo ampie nel CPU Meter che rendevano non praticabili
situazioni con carico medio sopra il 60/70 % in quanto le fluttuazioni
avrebbero portato la macchina sicuramente ad inchiodarsi. La
gestione degli Undo ha raggiunto un livello che non avrei mai
sperato.
Contro
Il monitor è nel giro di pochi istanti oberato
di finestre che necessiterebbero di una miglior organizzazione, è anche
vero che sono talmente tante le funzioni disponibili che il
doppio monitor è probabilmente un’esigenza sempre
meno procastinabile. Non scordiamoci che uno studio di registrazione
reale ne occupa molto di più di spazio!! La gestione dei
nomi delle patch è assolutamente da rivedere. Per es.
con USM non si può richiamare un suono con il Numero di
Program Change bensì solo con il nome, quindi se importate
un SMF e nel List Edit risulta il Pr. Ch. N 96 tocca impazzire
per
risalire al nome corrispondente. L’assenza di un campionatore
virtuale disponibile sotto OS X praticamente inibisce l’utilizzo
di SX agli utenti Apple ed è troppo scarsa la lista delle
periferiche Audio-MIDI supportata. (ndr: al momento
della scrittura di questo articolo Steinberg doveva far ancora
uscire alcuni
VSTi importanti. Ora, Marzo 2003, manca quasi solo HALion
che sarà disponibile
nella versione 2.0 come aggiornamento
gratuito). Infine, un piccolo appunto sull'impossibilità di
avere controlli separati del pan sulle tracce stereo; questo
dovrebbe
essere
risolto da Steinberg al più presto.
Wish-List
La risoluzione in tempi rapidi dei problemi appena
citati, una gestione surround maggiormenete amichevole (ma
a quel punto avremmo quasi un Nuendo 2). Il rilascio di una
versione compatibile con OS 9.x.x che permetterebbe agli utenti
di godere subito delle nuove performance e del vecchio parco
Plug-In.
Conclusioni
E’ il miglior Cubase che si mai circolato,
punto. Soffre ancora di qualche imprecisione figlia del fatto
che è stata riscritta da capo una quantità di codice
che non oso neanche immaginare .
Valutazione 9/10 su PC
8/10 sotto OS X
Requisiti di sistema
Apple Power Mac G4 - 256 MB RAM - porta
USB raccomandato G4 733 - 512 MB RAM
PC
P III 500 MHz - 256 MB RAM - porta USB raccomandato P
III / P IV / Athlon - 1 GHz 512 MB RAM
PS.
provandoci quasi per scherzo, sono riuscito a farlo girare
su un portatile ASUS con un Celeron 700MHz
con solo 48 MB di
RAM! Era costretto ad un utilizzo sconsiderato del HD che costringeva
ogni tanto a resettare la schede... ma su una postazione così minimale
!(comunque dopo un po’ di tribolazioni, rilasciando
risorse e giocando con i buffer alla fine girava benino!)
Al prossimo test!

Il
materiale di questa pagina è di proprietà di Riccardo
Ballerini e Cubase.it
In
Rete
www.steinberg.net
|