Mid Side Story: che cos’è, come si usa la tecnica Mid-Side

Mid Side Story: che cos'è, come si usa la tecnica Mid-SideSi narra che, nel 1931, il signor Alan Blumlein si fosse recato a vedere un film accompagnato dalla moglie. Infastidito dal fatto che, ascoltando dall’unico altoparlante centrale della sala, la voce non corrispondesse alla posizione degli attori sullo schermo, si mise a cercare un modo per risolvere il problema: qualche tempo dopo venne brevettata la Stereofonia.

a cura di Cubaser

Il signor Blumlein inventò anche una nuova tecnica microfonica che permettesse di registrare un suono come se fosse percepito all’interno dell’ambiente che lo ospitava, in modo da poter essere riprodotto con la nuova tecnica stereofonica; la tecnica di ripresa Blumlein prevede l’uso di due microfoni, con pattern di ripresa a figura di 8, disposti a capsule coincidenti  con un angolo di 90°;

 


(thanks audiosonica.com)

 

Questa configurazione prevede due microfoni sovrapposti, sempre con pattern a figura di 8, disposti in modo ortogonale tra di loro in modo da mostrare entrambe le capsule con un angolo di 45° rivolte verso il fronte della ripresa.

 

Figura 3

In questa figura, vediamo ad es. due microfoni AKG C414 B-ULS

Questo tipo di ripresa sfrutta la particolare configurazione del pattern polare per catturare, oltre al suono diretto, anche l’ambiente che lo circonda. Come possiamo vedere, un microfono configurato con un pattern a ?figura di 8? ha le zone di ripresa rivolte verso la parte frontale e posteriore, mentre i suoni provenienti dai lati vengono esclusi in modo piuttosto netto (stiamo parlando di microfoni a condensatore a diaframma largo, come l’AKG dell’illustrazione)

 

Figura 4

 

Questo diagramma mostra la sensibilità del microfono rispetto all’angolo di ripresa in una configurazione a figura di 8: la linea nera (a forma di… 8!) mostra il decrescere della sensibilità dal massimo (le posizioni a 0° e 180°) fino ad una attenuazione di oltre ? 25 dB nelle posizioni 90° e 270°.

Data questa particolare configurazione, ogni microfono capterà dalla parte frontale il suono diretto e dalla parte posteriore le riflessioni del lato opposto dell’ambiente. In fase di registrazione della traccia stereo, ogni microfono sarà panpottato completamente verso uno dei due lati del fronte stereofonico, ottenendo appunto una rappresentazione stereofonica dell’oggetto ripreso; variando la posizione della coppia di microfoni rispetto all’oggetto della ripresa, anche la posizione di quest’ultimo nel campo stereofonico sarà variata. Il concetto complementare è che, se l’oggetto si muove, la sua posizione varierà all’interno del campo di ripresa in modo molto naturale (non dimentichiamo lo scopo ?cinematografico per cui questa tecnica venne inventata).

Questa è una ripresa mentre mi avvicino e passeggio davanti ai microfoni, ottenuta utilizzando due AKG 414 B-ULS

Blumlein (mp3, 320 Kbps, 1,6 Mb)

A parte la voce, che assomiglia ad una malfatta imitazione della voce di Crozza che imita Monti, potete notare come il suono si muova attraverso gli altoparlanti (e non solo in senso longitudinale, anche in profondità: ascoltate il tragitto dal pc posto dietro alla postazione fino a davanti ai microfoni).

Sia come sia, la tecnica Blumlein, assieme ad altre tecniche microfoniche simili, sfrutta il fenomeno delle riflessioni dell’ambiente per ricreare alla mente umana, in un sistema audio binaurale/non tridimensionale, la sensazione di spazialità del suono in natura, ed è una alternativa al cosiddetto ?close miking? che invece tende a registrare un suono in modo più ?asettico? per poter ricreare successivamente l’ambiente in fase di missaggio.

Un possibile svantaggio delle tecniche stereofoniche è costituito dal fatto che, una volta fissato l’ambiente in fase di registrazione, risulterà impossibile modificarlo a posteriori se dovesse essere necessario; utilizzando la tecnica del Mid-Side, invece, questa possibilità in un certo modo esiste.

La tecnica “Mid-Side”, come viene considerata da molti, è un procedimento che viene applicato nel mastering a registrazioni stereofoniche, in realtà è essa stessa una particolare tecnica di ripresa microfonica; o meglio, il procedimento della decodifica Mid-Side di una traccia stereofonica nel mastering è l’applicazione ?alla rovescia? della tecnica microfonica.
In entrambi i casi è necessario appunto il cosiddetto processo di codifica/decodifica, conosciuto anche con il nome di Matrice M/S. Pur essendo il principio di base praticamente lo stesso, nella tecnica di registrazione Mid-Side si agisce a posteriori sull’ambiente, mentre nel mastering si agisce sulle frequenze contenute esclusivamente nella parte centrale o nei lati di un file stereo.

Prima di affrontare i due casi, vediamo un po’come funziona la teoria:

Una ripresa microfonica Mid-Side sfrutta due microfoni a capsule coincidenti, uno dei quali, quello che registra il Mid, con pattern cardioide o omnidirezionale e l’altro, il Side, a figura di 8 e posizionato in modo che le due facce di ripresa siano ortogonali rispetto al primo; in questo caso, però, la capsula del microfono Mid è rivolta verso il fronte di ripresa mentre quella del Side è perpendicolare.

 

Figura 5
Figura 5

 

Se vogliamo, è una pseudo/ripresa Blumlein, caratterizzata però dal fatto che questa volta, l’ambiente viene ripreso separatamente dal suono diretto: i due microfoni vengono registrati su due tracce mono separate. E qui sento arrivare la domanda da un milione di euro: passi per la traccia Mid, che, a lume di naso, essendo centrale, può anche essere mono, ma come fa una traccia Side, che dovrebbe restituire la stereofonia dell’ambiente, ad essere mono?

Ecco qui il diagramma di una ripresa M-S:

Figura 6
(thanks audiosonica.com)
Figura 6

 

Il microfono cardioide riprende il suono diretto mentre ai due lati del secondo microfono, in configurazione a figura di 8, ortogonale rispetto al primo, arrivano le riflessioni di entrambi i lati, e vengono sommate in un’unica traccia. Se panpottiamo LR come nel precedente esempio le due tracce, otterremo semplicemente due tracce diverse, una per orecchio.

Per questa ripresa ho utilizzato un microfono Shure SM 81 con pattern cardioide per la parte MID e un AKG 414 B-ULS a figura di 8 per la parte Side

 

Ripresa M-S (Mp3 320 Kbps 156 KB)

A titolo di curiosità, guardando lo start point delle due riprese, il microfono Side ha un ritardo di circa 8 ms, che dovrebbe corrispondere ad una distanza dalle pareti di grossomodo 2,5 m. (velocità del suono / 1000 X ms di ritardo, naturalmente presumendo che sia riuscito a piazzare i microfoni perfettamente equidistanti dalle pareti)

Dalla parte sinistra del file potete ascoltare la ripresa Side, caratterizzata dalle riflessioni delle stanza, mentre dalla parte destra la ripresa Mid, più asciutta dato il pattern cardioide; la distanza dai microfoni è di circa 1 m.

Se invece lasciamo la traccia Mid al centro, duplichiamo la traccia Side e la rovesciamo di fase, il risultato sarà questo:

 

Decoded (Mp3 320 Kbps 373 KB)

 

Ho alzato progressivamente con una automazione il Side fino a superare il livello del suono diretto.

Oltre alla possibilità di aumentare o diminuire l’incidenza dell’ambiente, è possibile anche allargarlo o stringerlo utilizzando i pan pot delle due tracce Side. In questo esempio, l’ambiente si restringe progressivamente fino a sparire, lasciando la traccia Mid inalterata.

Ciò accade perchè, essendo i due canali Side opposti di fase, man mano che i panpot si stringono le due fasi si sovrappongono, cancellandosi progressivamente fino all’azzeramento in posizione centrale. (ricordo che due tracce uguali perfettamente in fase sommano le loro intensità, mentre se sono di fase opposta si cancellano)

 

Figura 7
Figura 7

 

 

Largo/stretto (Mp3 320 Kbps 463 KB)

Ma una traccia stereo già mixata? Partendo dal presupposto che fasi uguali si sommano mentre fasi opposte si cancellano, con un particolare procedimento possiamo isolare ciò che è contenuto nel centro del nostro file stereo da ciò che è contenuto nei lati.

Il nostro file di partenza è questo:

Hands Clean (Mp3 320 Kbps 2,8Mb)

Prendo come esempio una registrazione volutamente ?casalinga?

Si tratta della chiusura di un corso tenutosi tempo fa. La band era formata dagli allievi, in un primo momento è stata registrata in diretta la base, con batteria su 4 tracce, cassa, rullante e panoramici, basso e due chitarre elettriche più voce guida, a cui è seguita la sovraincisione di chitarre acustiche, voce e tastiere. Tutto il procedimento, dal montaggio degli strumenti, microfonazione, editing, missaggio e pseudo master, ha occupato grossomodo 6 ore.

La prima cosa da fare è separare il file stereo in due file mono e caricarli in un nuovo progetto, esportando il file stereo in due mono separati; una volta completata l’operazione, procediamo a fare due copie delle tracce già caricate. A questo punto, avremo quattro tracce mono, a due a due uguali, due metà sinistre e due metà destre dello stesso file di partenza. Nominiamo le quattro tracce MID sinistra e destra e SIDE sinistra e destra e portiamo il panpot in posizione centrale

 

Figura 8
Figura 8

 

Creiamo due gruppi mono, ed inviamo al gruppo 1, MID le prime due tracce, ed al gruppo 2, SIDE le altre due. Invertiamo di fase la seconda traccia mono SIDE; panniamo i due gruppi mono LR.

 

Figura 9
Figura 9

 

Se ora andiamo ad ascoltare il file risultante, potremo sentire a sinistra il Mid e a destra il Side (ho automatizzato i mutes dei gruppi in modo da evidenziare la cosa.

 

Encoded (MP3 320 KBks 1,8 Mb)

 

Cos’è successo? Il gruppo MID contiene la somma dei canali destro e sinistro; nel gruppo SIDE, invece, essendo sommati L e R con quest’ultimo rovesciato di fase, le frequenze in comune ai due canali saranno cancellate, (la zona centrale dello stereo) lasciando così solo le frequenze che stanno ai lati dell’immagine stereofonica. Il canale Mid contiene quindi le frequenze che appartengono agli strumenti collocati al centro durante il missaggio (infatti sono presenti prevalentemente cassa, rullante, basso e voce) più la componente centrale dei suoni che sono stati pannati alle estremità; il canale Side contiene le frequenze degli strumenti collocati durante il missaggio alle estremità (nel nostro caso, chitarre, panoramici della batteria, tastiere e riverbero della voce)

A questo punto, saremmo in grado di operare separatamente sulle due componenti con equalizzatori e/o compressori, ma per poter ascoltare il file in stereofonia, c’è bisogno di un ulteriore passaggio; creiamo dunque un terzo gruppo, chiamiamolo Decodifica Side, inseriamolo in uno slot send del gruppo side vero e proprio. Panniamo poi LR i due gruppi Side e Decodifica Side, e riportiamo al centro il panpot del gruppo Mid.

 

Figura 10
Figura 10

 

A questo punto, pur avendo la possibilità di lavorare indipendentemente il Mid ed il Side, abbiamo ripristinato il normale ascolto stereofonico.

Tirando le somme, dalla nostra unica traccia stereo di partenza, la disposizione delle tracce è questa:

due tracce mono Mid (corrispondenti al lato sinistro e destro originale), pannate al centro, che vengono inviate ad un gruppo mono Mid, pannato al centro; due tracce mono Side, copia delle due prime, ma con una delle due rovesciata di fase, inviate ad un gruppo mono Side, pannato a sinistra. Un gruppo mono Side pannato a destra, che riceve l’input dalla mandata 1 del gruppo Side pannato a sinistra.

L’ultima avvertenza è controllare le impostazioni di Pan Law del proprio software preferito (in Cubase è di default a -3 dB) ed eventualmente correggere abbassando il gruppo Mid di 3 dB.

 

La Pan Law

Se ascoltiamo un segnale mono al centro, e poi lo spostiamo verso una estremità del campo stereo, noteremo un abbassamento di volume; questo è un altro aspetto del fatto che due segnali identici sommati raddoppiano la propria intensità sonora. Se ascoltiamo infatti un segnale mono al centro avremo sommato insieme L+R, mentre riportando il segnale per esempio tutto a sinistra, avremo solo L e di conseguenza ascolteremo solo metà di ciò che sentivamo prima. Per la precisione, la perdita di volume è di 3dB; per questo motivo, ogni software offre la possibilità di ripristinare in automatico questa perdita, con varie modalità. In Cubase, questa opzione si trova nel menu Impostazioni progetto sotto la voce Modalità Panorama Stereo e, come già detto, è impostata di default su -3 dB.

Ora siamo pronti per il nostro intervento

Sul bus Mid, utilizzando un compressore multibanda, comprimeremo le frequenze basse al di sotto dei 180 Hz ed attenueremo un pochino, comprimendole, le medie-mediobasse comprese tra i 180 e i 1100 hz, con il risultato di ripulire un pò la gamma bassa e mediobassa della canzone.

Nel file in esempio, l’effetto del compressore è avvertibile nella seconda metà.

 

Figura 11

Figura 11

 

Mid nocomp/comp (Mp3 320 Kbps 770 KB)

 

Sul bus Side. Attenueremo un pochino le basse frequenze e daremo una piccola rinfrescata alle medioalte in modo da allargare l’immagine stereo.

Anche qui, l’effetto è avvertibile nella seconda metà del file

 

Figura 12

Figura 12

 

CompeqOut/in (Mp3 320 Kbps 770 KB)

Come ciliegina sulla torta, un uso… creativo; utilizzando una mandata effetti su cui ho caricato un equalizzatore ed un compressore multibanda, impostati in modo da lasciar passare il più possibile le frequenze della voce e filtrare il resto, ho applicato un riverberone alla voce già mixata.

FX (Mp3 320 Kbps 795 KB)

 

Dulcis in fundo, se potesse interessare, potere scaricare il template del progetto con le tracce pronte per la codifica/decodifica

 

codifica_decodifica.cpr

 

Buone codifiche e decodifiche a tutti!

Cubaser è Valerio Nigrelli, inizia prestissimo a farsi le ossa nei service audio scaricando furgoni di attrezzature. Appassionato di home recording lavora nel campo ormai da circa 20 anni. Dal giugno del 2005 ha raggiunto col nickname cubaser (visto il suo sviscerato amore per questo software) la comunità dei forum di cubase.it.

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