Recensione scheda audio Steinberg UR22 MkII

Steinberg_UR22mkII_01_miniSteinberg ha recentemente aggiornato la scheda audio USB alla base della gamma UR inserendo la sigla “mark II” nel nome e presentando quindi la Steinberg UR22mkII.
A cura di cj.

La prima delle schede prodotte da Steinberg in collaborazione con Yamaha è stata il modello UR22 uscito un paio d’anni fa. Recentemente (fine 2015) è stata immessa sul mercato la UR22mkII, ovvero la versione riveduta e corretta della stessa scheda che offre un paio di nuove opzioni abbastanza interessanti per chi è interessato ad avere il massimo della portabilità.

La UR22mkII, che non è più il modello base della gamma da quando è stata introdotta la UR12, offre le stesse connessioni del modello precedente, ovvero 2 ingressi combo e 2 uscite TRS così come rimangono invariate sia la frequenza di campionamento (fino a 192khz) che la risoluzione del circuito di AD/DA, 24 bit.

Steinberg gamma serie UR

Steinberg gamma serie UR

Esteticamente i due prodotti UR22 e UR22mkII si somigliano abbastanza, anzi per la verità sono pressoché identici, se non per la piccola scritta “mkII” sul pannello frontale che distingue l’oggetto di questa recensione dalla precedente.

 

La scheda

La prima impressione è di piena robustezza dell’apparecchio, completamente in metallo. Sul pannello frontale troviamo da sinistra a destra, nell’ordine, il cursore rotativo per l’ingresso 1, le due connessioni Combo (XLR + Jack) e il cursore per l’ingresso 2 che dispone di uno switch per attivare la modalità Hi-Z ad alta impedenza per collegare direttamente chitarre elettriche, acustiche e bassi. I preamp sono i rinomati D-Pre classe A di Yamaha.

Steinberg UR22mkII rugged metal case

Steinberg UR22mkII rugged metal case

Hi-Z a parte i due ingressi XLR offrono l’alimentazione phantom 48V che serve al collegamento di microfoni a condensatore. Dopodiché troviamo l’uscita cuffia e immediatamente sopra tre cursori dedicati a diverse funzioni. Il primo è il controllo del parametro MIX, che permette di bilanciare il segnale che si ascolta tra quello diretto (posizione “input”) che entra nell’ingresso senza elaborazione e quello che invece passa attraverso il software opportunamente impostato (posizione “DAW”). In questo modo si può monitorare in diretta quello che si registra senza alcuna latenza, oppure si può passare attraverso il software adattandosi ai valori di latenza che si trovano di solito, da 32 campioni in su. Approfittiamo per ricordare che non serve a molto esagerare nell’abbassare il valore di latenza se il risultato poi sarà solo quello di ottenere scricchiolii appena mandiamo in play il brano. Se ci si attesta dai 128 campioni in su non si dovrebbe avvertire nessun ritardo che impedisca di suonare o registrare correttamente. Altro valido consiglio è quello di alzare la latenza quando non abbiamo la necessità di lavorare monitorando il segnale in ingresso in tempo reale, per esempio a registrazioni completate e durante fase di missaggio.

Continuando la descrizione della UR22mkII, più a destra si trova il cursore del volume delle cuffie e come ultimo, il cursore del volume generale. Sopra i due ingressi si trovano gli indicatori di picco, di attivazione dell’alimentazione phantom e del collegamento USB.

Sul retro si intravedono alcune delle novità. Da destra a sinistra si trovano le due uscite 1/L e 2/R con l’interruttore per l’alimentazione Phantom, collegamenti In e Out MIDI, la porta per il collegamento USB 2.0 e, qui la vera differenza dal modello precedente, uno switch (denominato “power source”) per decidere se alimentare la scheda via la connessione USB appena citata oppure utilizzare la nuova presa 5V DC micro USB collegata a un alimentatore da rete oppure a un “power pack” come quelli per ricaricare il telefonino in caso di emergenza.
Se avete un telefonino coreano senza logo a forma di mela, probabilmente avrete già il cavo adatto a svolgere il lavoro. I power pack sono poi disponibili per pochi euro in qualsiasi negozio di accessori elettronici, non tutti funzionano correttamente e il consiglio è di provarli prima dell’acquisto privilegiando quelli che hanno una maggiore autonomia, che si misura in milliampere (mA). Nella nostra prova ne abbiamo utilizzato uno da 10000 mA.

Steinberg UR22mkII retro

Steinberg UR22mkII retro

 

iPad

La novità è stata necessaria per rendere la scheda “Class Compliant” e quindi poterla utilizzare con l’iPad (via Camera Connection Kit di Apple) permettendo di avere l’energia sufficiente a utilizzare anche l’alimentazione Phantom per i microfoni a condensatore che si vorrà eventualmente collegare. In questo modo, con il power pack citato si avrà la potenza necessaria per alimentare la scheda per diverse ore. Ovviamente l’iPad non viene caricato dall’alimentazione aggiuntiva ma almeno non perderà la carica a causa della UR22mkII.

Steinberg UR22mkII iPad

Steinberg UR22mkII iPad

Quando la scheda è collegata a un iPad occorre avere lo switch “power source” sul retro impostato correttamente e in questo modo l’audio verrà pilotato dalla scheda stessa permettendo di sfruttare tutte le app dedicate senza alcun particolare accorgimento, se non quello di assicurarsi che nella impostazioni della app sia selezionata la scheda stessa. Un piccolo fastidio è quello dovuto alle impostazioni di stop dell’iPad dopo un certo numero di minuti di non uso. Nelle nostre prove è capitato che si sia dovuta staccare e ricollegare la scheda per farla riconoscere di nuovo ma molto dipende dalle app in uso. Impostando un tempo più lungo prima della pausa, la cosa non crea problemi di sorta.

 

Loopback

Da un punto di vista di driver la UR22mkII, non avendo effetti integrati, non necessita di un programma che ne gestisca ingressi e uscite ma solo del driver audio “Yamaha Steinberg USB” che permette di impostare le diverse opzioni di frequenza di campionamento (sotto Windows, sotto Mac OSX sono appannaggio del sistema operativo) e la funzione di “loopback”.

Steinberg_UR22mkII_03

Steinberg UR22mkII loopback 2

Il loopback è un’opzione utile in tutte quelle occasioni nelle quali si voglia miscelare il segnale di un’applicazione con quello che viene inserito nella scheda audio. Si possono avere quindi i suoni provenienti da iTunes e usarli come base di un podcast con il parlato di un microfono collegato alla UR22mkII. Una funzione molto comoda utile anche per trasmettere i segnali così miscelati in streaming su YouTube, per esempio. Il driver si trova sul CD allegato anche se come spesso capita la versione più recente è disponibile online sul sito di Steinberg.

Steinberg UR22mkII loopback 2

Steinberg UR22mkII loopback 2

Il Software

La dotazione software prevede la versione 8 AI di Cubase per Windows e Mac (che eventualmente permetterà di acquistare Cubase Essential 8 a circa 50€, nel momento in cui scriviamo) e la versione LE di Cubasis per iPad. Entrambi hanno delle limitazioni rispetto alla più piccola delle versioni a pagamento, ma sono più che sufficienti per iniziare a lavorare. Ovviamente non c’è nulla nella scatola se non l’indicazione di andare a scaricare Cubasis LE dall’App Store e un foglietto con il numero di attivazione per Cubase AI 8 con il quale occorrerà registrarsi sul sito Steinberg nella sezione My Steinberg (https://www.steinberg.net/en/mysteinberg/) in modo da poter scaricare e installare Cubase AI 8.

 

Conclusioni

Spesso ci viene posta la domanda se sia effettivamente importante avere una scheda audio anche solo per utilizzare gli strumenti virtuali con il software preferito. La nostra risposta sarà sempre “sì”, anche a costo di sembrare che si voglia invitare a inutile consumismo tecnologico. Il motivo è presto detto, se abbiamo un minimo di passione e voglia di portare avanti quello che può essere anche solo un hobby, occorre migliorare il nostro sistema di ascolto, evitando se possibile di utilizzare la scheda interna del computer. Se poi si è scelto anche di avere un paio di monitor dedicati, il passo obbligatorio è quello di collegarli tramite delle connessioni bilanciate (XLR o TRS), cosa che può accadere solo se si usa una scheda audio. Se da una parte quindi la scheda interna del computer torna comunque utile in diverse situazioni, soprattutto quando siamo in giro sul treno, in metro, etc., avere una scheda audio USB dedicata alza il livello di qualità dell’ascolto e della registrazione permettendo di utilizzare frequenze di campionamento e numero di bit diversi dai 44.100/16, di collegare strumenti musicali e microfoni e, tramite un unico collegamento USB, di avere a disposizione anche una coppia di porte MIDI, molto utili per tastiere e synth meno recenti. Infine ma non meno importante, si ha a disposizione anche un’uscita cuffia con un controllo del volume dedicato.

A nostro parere la dotazione di questa scheda è il minimo necessario per entrare in una prospettiva meno amatoriale, alcuni potranno preferire modelli con un solo ingresso microfonico (UR12) ma già solo immaginando di effettuare una registrazione stereo, gli ingressi dovranno essere per forza 2!

 

Alternative

La concorrenza offre ampia scelta, infatti più o meno nella stessa fascia di prezzo si trovano schede da marchi come Berhinger (UMC204HD), Focusrite (Scarlett 2i2), Presonus (Audiobox iTwo), Roland (UA22) e Tascam (US 2×2) quindi la scelta è ampia e le differenze sono spesso nei dettagli, soprattutto per il supporto iPad, le porte MIDI, la tipologia dei collegamenti, l’alimentazione phantom e software in dotazione.

Alcuni shop per il momento (Aprile 2016) vendono ancora la precedente UR22 con il plus di avere inclusa la versione completa di Cubase Elements 8 (a scapito del supporto iPad, di una minore gamma dinamica dell’ingresso (96db vs 101) e di un range di frequenze più “stretto” (20Hz/20kHz vs 20/22kHz). Potrebbe essere un buona scelta alternativa, per le differenze complete fra le due versioni visitate la pagina dedicata sul sito Steinberg.

Per ulteriori informazioni

 

Buona scelta!

cj

 

cj è Claudio Januario nasce come “MIDIFONICO: operatore di sistemi di automazione musicale” e oggi è laureato in Musica ElettronicaTecnico di Sala di Registrazione al Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone. È docente Steinberg certificato ed è l’ideatore, realizzatore e gestore di questo sito fin dalla sua nascita nel 1999.
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