Pro Tools, sempre meglio iniziare a conoscerlo! Parte 1.

pro_tools_intro_setup_000_miniIn questo articolo parleremo di Pro Tools, il software più utilizzato nell’ambiente della produzione audio e audio/video a livello professionale, tanto da essere considerato uno “standard” a tutti i livelli. Non siete d’accordo con questa affermazione? Beh, dovreste…
a cura di cj

 

La premessa a questo scritto, crediamo il primo di una lunga serie, è che si spera di poter offrire informazioni utili a chi degli argomenti trattati poco sa e desidera schiarirsi le idee. Crediamo inoltre che forse qualcosa potrà essere utile anche agli utenti più avanzati.

Come accennato, per prima cosa occorre eliminare le solite polemiche che si generano quando si fanno confronti tra vari programmi della stessa tipologia. A livello generale non è nemmeno un discorso di gusto, si tratta semplicemente di dati di fatto. Quando un’applicazione o un determinato tipo di hardware sono molto diffusi a livello professionale come lo sono Pro Tools e i prodotti Avid, occorre capire che la cosa migliore da fare è imparare a conoscere il “nemico“, soprattutto se si desidera lavorare nel settore audio come freelance o aprire uno studio conto terzi. Ci sarà sempre qualcuno che chiederà se saremo in grado di utilizzare Pro Tools, sicuramente più volte che Cubase o Logic.

L’importante è superare le chiacchiere da bar e pensare a Pro Tools come a uno strumento di lavoro molto diffuso che si troverà in una grossa fetta degli studi di registrazione, poi ciascuno trarrà le proprie conclusioni e avrà opinioni personali in merito, ma se si vuole frequentare questi studi è meglio imparare a conoscerlo. D’altronde sarebbe come voler cercare lavoro in un ufficio e pretendere di utilizzare il software che vogliamo noi (MS Office, OpenOffice, iWork?).
E questo non è possibile.

Dall’altro canto sarebbe utile anche da parte degli esperti utenti Pro Tools cercare di fare altrettanto, come espresso in altri articoli di questo sito, e provare a conoscere almeno a livello base la struttura degli altri software, se non altro perchè gli utenti di questi programmi potrebbero essere loro clienti o magari potrebbero essere licenziati dalle le strutture dove lavorano adesso con Pro Tools e doversi adattare a lavorare con Nuendo. (Mani sul tavolo per favore 🙂 )

Quindi ciascuno avrà il proprio strumento preferito di lavoro, ma in certi casi occorre mettere da parte le proprie scelte personali in favore del lavoro principale, che sarebbe quello di produrre Musica.

Detto questo, in rigoroso ordine alfabetico troviamo diverse applicazioni come Cubase, Digital Performer, Live (che alcuni chiamano Ableton), Logic, Pro Tools, Reaper, Sonar, Studio One, etc, ma solo una di queste è stata la prima nel music business a prendere il posto di un registratore a nastro e a introdurre il concetto di “registrazione non lineare”. Almeno la prima a livello commerciale a presentare un prodotto pronto per l’uso.

Una pubblicità di Sound Tools

Una pubblicità di Sound Tools

Nel 1989 la società americana Digidesign rese disponibile il primo sistema di editing stereo su un computer Apple Macintosh collegato a dei convertitori AD/DA e corredato del programma Sound Designer II, il cui formato file alle volte è usato ancora oggi. Il sistema, successivamente incarnato in un programma chiamato “Sound Tools”, si diffuse presso i professionisti del settore offrendo la serie di opzioni che saranno poi il vero motivo per il quale tutta l’industria si è spostata verso i sistemi digitali che conosciamo oggi e che hanno pian piano sostituito quelli analogici, ovvero l’editing “non distruttivo”, il “copia/incolla” e altre possibilità che oggi diamo per scontate

Qualche anno dopo, nel 1991, Digidesign creò il software Pro Tools (che si potrebbe velocemente definire la “versione multitraccia di SoundTools”) che ha determinato la quasi totale scomparsa dei sistemi di registrazione lineari e che è in pratica dall’aspetto quasi immutato rispetto a quello che vediamo utilizzato ancora oggi nella maggior parte degli studi professionali. E oggi Digidesign non esiste più e fa parte di Avid
(cfr.: https://en.wikipedia.org/wiki/Pro_Tools )

Essendo il primo sistema a integrarsi fra gli strumenti usati nelle produzioni a largo budget, e anche se nel corso degli anni sono usciti sistemi più economici e/p più efficaci, Pro Tools è rimasto fortemente radicato nell’ambiente sia musicale che cinematografico tanto da essere spesso preso come pietra di paragone di tutta la categoria dei software DAW, e qui torniamo al discorso iniziale: poco importano i gusti personali, Pro Tools è uno strumento di lavoro e occorre conoscerlo.

 

Iniziare a lavorare con Pro Tools

Per chi non lo avesse mai visto, quello che bisogna sapere prima di iniziare una sessione di lavoro con Pro Tools è più o meno la stessa serie di cose da conoscere di qualsiasi altra DAW in commercio. Al momento chi scrive, pur essendo l’ultima versione la 12, pur avendo installata la 11 gentilmente offerta dal distributore italiano Soundwave e dalla Avid, sta usando la versione 10.x per una questione di compatibilità con i plug-in installati e l’ambiente didattico/lavorativo nel quale è attualmente inserito (post produzione video in uno studio dove hanno lo stesso setup software). In questo modo portare a casa una sessione e riaprirla diventa semplicemente una questione di staccare e attaccare un hard disk esterno, preferibilmente firewire 800.

Come per tutte le DAW, una delle prime cose da verificare è il setup audio sopratutto perchè nel caso specifico si lavora con un sistema AVID HD in studio e con un scheda audio UR44 di Steinberg. I dettagli su come impostare al meglio una scheda con I/O multipli li vedremo in una prossima puntata, per ora sfrutteremo solo la scheda audio interna del Mac.

 

Playback Engine

La prima cosa da fare è andare nel menu Setup, Playback Engine e scegliere il motore audio da usare, se non ci sono schede audio esterne occorre utilizzare quella che il sistema (su Mac) crea, ovvero un driver “aggregato” chiamato Pro Tools Aggregate I/O che unisce i due ingressi e le due uscite della scheda audio interna in un unico driver in modo da poterle selezionare e utilizzare come, appunto, fossero una cosa sola.

Playback Engine

Playback Engine

Avendo un progetto aperto, se si varieranno le impostazioni attive, il programma effettuerà una operazione di chiusura e riapertura della sessione per impostare correttamente il driver audio scelto.

Save Close Playback Engine

Save & Close Playback Engine

La successiva operazione da portare a termine è andare nel menu Setup, I/O Setup e impostare quelle che in Cubase sono chiamate “VST Connections”.

Nel caso specifico, Pro Tools, utilizzando il driver virtuale Pro Tools Aggregate I/O, ha creato, oltre agli ingressi audio stereo (relativi al mini jack stereo da 1/8), anche gli ingressi per gli input del microfono del portatile in uso, come si vede dalla foto.

Foto I/O con ingressi microfonici

I/O con ingressi microfonici

Questi ultimi andrebbero depennati, data la loro inutilità, a meno che non vogliate registrare col microfono incorporato del Mac (non sia mai!). Se non altro perchè altrimenti ce li troveremo ogni volta che si andrà a selezionare una canale audio in ingresso nella traccia selezionata.

 

I/O setup, solo Input con scheda interna

I/O setup, solo Input con scheda interna

 

Da notare che se l’ingresso è stato solo deselezionato nello I/O setup (ma non ne è stato cancellato il “path”, sarà lo stesso visibile nel menu della traccia ma avrà la dicitura “path inactive”). Vedi foto di seguito:

Path Inactive

Path Inactive

 

Se si sceglie di utilizzare una scheda audio con più ingressi e uscite come quella già menzionata, sarà necessario selezionarla dal menu Playback Engine, e poi impostarla andando di nuovo nel menu I/O setup in modo che si possano gestire di conseguenza gli ingressi e le uscite nel modo corretto e desiderato. Una cosa che vedremo nel prossimo articolo dedicato a Pro Tools

Ricapitolando, le operazioni che abbiamo fatto sono state la scelta del driver della scheda audio da usare e le impostazioni degli ingressi fisici della stessa rispetto agli ingressi logici desiderati.

Con la parola “logici” intendiamo un certo numero di ingressi e uscite virtuali che imposteremo secondo le nostre necessità e basati su quelli reali. La cosa più naturale che possa capitare è di voler creare dei path di ingresso stereo e replicare gli stessi come path mono, per poter scegliere se utilizzare gli ingressi della scheda audio da un singolo fino a 6 canali mono e da una fino a 3 coppie di ingressi stereo o tutte le combinazioni possibili (per esempio: 1 x stereo + 4 x mono).

Eseguita la procedura appena descritta quello che possiamo fare si divide in due categorie:

  • effettuare delle nuove registrazioni
  • prendere una sessione di registrazione già fatta e importarla in Pro Tools.

Per ora inizieremo con la seconda delle due e faremo riferimento a un brano distribuito tempo fa da Elio e le Storie Tese per offrire a tutti la possibilità di remissarlo e intitolato “Amore Amorissimo”. Sono state resi disponibili su Soundcloud gli “stem” di Archi, Basso, Batteria, Chitarre, Fiati, Sequenze, Tastiere, Voce senza effetti e Voce con effetti.

 

Nuova Sessione

Creiamo un nuova sessione a 44.100 Hz e 24 bit, la sorgente infatti è formata come detto da file mp3 scaricati da Soundcloud, non il massimo in termini di qualità, ma più che sufficienti per il nostro esempio.

Nuova Sessione

Nuova Sessione in Pro Tools

Scegliamo volutamente questo formato (44.1/24 bit) perchè è il formato di registrazione che abbiamo impostato di default e comunque il risultato finale dovrà essere una registrazione audio che ipoteticamente dovrebbe andare a finire su CD, e quindi è meglio scegliere direttamente la frequenza di campionamento del supporto finale, o un suo multiplo. Riguardo alla profondità in bit, un buon compromesso è un valore di 24 bit e per ora ci basta sapere questo.

 

Import file audio

Import file audio

Usiamo il menu File, Import, Audio per scegliere le tracce, stereo, da importare. Nell’immagine di seguito si vedono i valori della traccia che stiamo per inserire e anche la descrizione del motivo per il quale i file sono convertiti (in italiano: “Amore Amorissimo – Archi.mp3 deve essere convertito per essere usato perchè non è un tipo di file audio che Pro tools può utilizzare direttamente”). La frequenza di campionamento rimane uguale e, come si vede dall’immagine, i pulsanti Add Add All sono disabilitati proprio perchè non è possibile fare altro che copiare i file.

Questo vuol dire che, nel caso importassimo file audio Wav o Aiff (quelli che si dovrebbero utilizzare nella realtà), abbiamo anche la possibilità di utilizzare direttamente i documenti originali ma a nostro avviso occorre essere consci perfettamente della procedura e saperla padroneggiare bene, per evitare di avere sorgenti audio importate ma sparse per varie cartelle del nostro hard disk.

Conversione e COPIA di tutti i file audio

Conversione e COPIA di tutti i file audio

I documenti saranno quindi convertiti:

Attendere Prego...

Attendere Prego…

E si dovrà scegliere se inserirli su una unica traccia o solo nell’elenco delle clip presenti all’interno del progetto (cfr.: Pool di Cubase)

Opzioni di Import

Opzioni di Import

A questo punto vale la pena capire che è sempre meglio utilizzare la struttura di cartelle che crea Pro Tools stesso quando si crea il progetto. A tal proposito nel momento in cui scegliamo il formato ci verrà chiesto di scegliere una locazione sul disco per il progetto, come fanno tutte le DAW, ma nel caso di Pro Tools non è necessario creare una cartella perchè il programma provvederà da solo a fare questa operazione chiamando la cartella con il nome del progetto e salvandoci dentro un file dallo stesso nome che è il progetto (.ptx). (In Cubase/Nuendo occorre invece creare una cartella, e poi salvarci dentro il documento al quale è sempre bene dare lo stesso nome)

Alla fine la struttura è quella dell’immagine allegata, da notare che per Pro Tools i file stereo saranno sempre importati come due documenti mono con estensione .L e .R.:

Struttura Progetto

Struttura Progetto

 

E in uscita?

Come fare ad ascoltare quello che abbiamo importato però?

Facciamo un passo indietro e riapriamo il menu Setup I/O per assicurarci che sia impostata correttamente l’uscita stereo, altrimenti il progetto avrà questo aspetto, grigio e muto!

Pro Tools grigio e muto

Pro Tools grigio e muto

 

Se così fosse impostiamo il menu Setup, I/O come appena detto in modo che appaia così:

Output Stereo

Output Stereo correttamente impostato

 

In questo modo possiamo impostare ciascun canale in uscita sullo stesso path Stereo che abbiamo creato.
Da notare che se nelle impostazioni di Setup in Input e Output, si clicca sul pulsante “Default” (in basso) non si fa altro che impostare gli ingressi e le uscite a quelle che sono proprie della scheda audio in uso, in questo caso, solo una uscita stereo.
Questo di solito è il vero e unico ostacolo quando si apre una sessione di Pro Tools creata su un sistema diverso dal nostro e per risolverlo occorre, dopo aver appunto creato le uscite nelle impostazioni di Setup,  assegnare le uscite in modo corretto, altrimenti non si sente nulla!

Scegliere output per traccia

Scegliere output per traccia

Se si esegue l’operazione tenendo premuti i tasti Alt+Shift (su Mac), il percorso di uscita verrà impostato per tutte le tracce selezionate che prenderanno colore e…suono!

Colore e Suono in Pro Tools

Colore e Suono in Pro Tools

La prossima puntata sarò dedicata alla impostazione di una scheda audio multi canale!
Buone impostazioni I/O in Pro Tools a tutti, per ora!

cj

 

cj è Claudio Januario nasce come “MIDIFONICO: operatore di sistemi di automazione musicale” e oggi è laureato in Musica ElettronicaTecnico di Sala di Registrazione al Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone. È docente Steinberg certificato ed è l’ideatore, realizzatore e gestore di questo sito fin dalla sua nascita nel 1999.
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