The Dark Side of Cubase: menu e funzioni meno usati di Cubase.

01Cubase offre un gran numero di opzioni per personalizzare il programma, velocizzare le operazioni, svolgere operazioni normali in modo “inconsueto”: qualcuno ne conosce molte, molti ne conoscono alcune, altri poche; se cito pagine già conosciute, quindi, non offendetevi e prendete queste righe come ripasso. Nella massa del già saputo, qualcosa di nuovo si trova sempre!
a cura di cubaser

Anche se alcuni argomenti sono stati già toccati in precedenti tutorial, divisi in varie pagine parleremo di

  • Il menu Preferenze
  • Il menu Impostazioni progetto/Pan Pot e Pan Law
  • I comandi da tastiera e le Macro
  • Il logical editor di progetto
  • Il metronomo
  • Le Connessioni VST, l’uso di outboard esterno, il Gestore Periferiche MIDI
  • Le Aree di lavoro

Non affronterò interamente ogni menu, mi soffermerò sulle parti che, secondo me, hanno una importanza pratica.

 

Il menu Preferenze

Come primo argomento vorrei esaminare alcune parti del menu Preferenze; questo menu comprende un gran numero di opzioni, molte delle quali, come per esempio tutte quelle comprese nelle prime pagine, servono a personalizzare graficamente varie sezioni del programma.

Nella pagina Generale è prevista una opzione molto utile, l’autosave; questa funzione, con intervallo di tempo impostabile, comporta il salvataggio progressivo in copie di backup di un progetto (il numero max di copie è pure impostabile) con estensione .bak e numerazione progressiva. In questo modo, in caso di malaugurati crash, è possibile recuperare il lavoro senza grosse perdite. La funzione autosave però ha anche una valenza nascosta. Supponiamo di aver creato un progetto con numerose takes, sia midi che audio, e di aver proseguito scartandone alcune in favore di più recenti; ad un certo momento, ci accorgiamo che la tal parte midi, o l’automazione, o un particolare suono o effetto, (l’audio rimane comunque nel pool) ci avrebbero fatto comodo, ma ormai sono definitivamente cancellati. Niente paura, possiamo sempre riaprire un file .bak che li contiene, copiare e incollare sul progetto in uso.

A tale proposito, se togliamo dalla finestra display events una take audio (senza cancellarla dal disco, e anche se è stata rimossa dal pool) è possibile importarla nuovamente nel pool e reinserirla utilizzando la funzione Media/inserisci all’origine; il file verrà reinserito esattamente dove era stato registrato.

 

Media>Inserisci all'origine

Media > Inserisci nel progetto > all’origine

 

Preferenze > MIDI
Anche qui, alcune cose da tener presente; la sezione Insegui eventi consente al programma di ricordarsi Midi controller, Program change e in genere qualsiasi modificatore delle note midi durante l’esecuzione; inoltre il programma “ricorda” anche lo start point di ogni nota. Questo significa che, se fate partire la riproduzione da un punto X e in quel punto c’è una nota midi di una certa lunghezza che però cominciava prima del punto prescelto per lo start, la nota verrà suonata comunque; E se magari quella nota prevedeva un CC collocato prima del vostro start, quel CC verrà comunque riprodotto. L’unica funzione non spuntata di default è il Sysex, e per una ragione ben precisa: i dati di Sysex (sistema esclusivo) sono piuttosto pesanti ed in genere vengono collocati ad inizio traccia perchè necessitano di un certo lasso di tempo per essere letti; contengono informazioni come tipo e quantità di effetti, modifiche ai suoni, metaeventi come testo ed altro ancora. Se questo comando fosse attivo, in presenza di un sysex ad ogni stop/start tutti i dati verrebbero ricaricati con un temporaneo blocco del midi. Per questo motivo, consiglio anche di filtrare o tagliare questi eventi se caricate un midifile commerciale che andrete a modificare (come del resto conviene fare anche con quasi tutti i CC ed i Program Changes): in caso contrario, ad ogni start del progetto, tutte le vostre modifiche andrebbero perse; come fare a cancellare tutti questi eventi in un solo colpo lo vedremo più avanti.

In questa sezione è anche presente una finestra che consente di impostare il valore Ticks, ovvero la suddivisione temporale minima che Cubase è in grado di gestire; di default è impostata su 120, il che significa che ogni sedicesimo è suddiviso in una griglia di 120 step (480 per quarto di nota). Questo valore lo trovate nell’ultima serie di numeri della divisione in battute della barra di trasporto (es 1.2.4.089 significa battuta 1, secondo quarto, quarto sedicesimo del secondo quarto, 89 ticks del quarto sedicesimo ecc.). Una divisione così fine è necessaria per il corretto posizionamento degli eventi quando si suona non quantizzati, ed anche per microspostamenti di note o eventi audio, per evitare, utilizzando formati di quantizzazione intelligente, effetti troppo meccanici. Cubase supporta una risoluzione fino a 1000 Ticks.

La pagina Filtri Midi consente di eliminare, in registrazione o in thru, alcuni tipi di eventi; come potrete vedere, di default è spuntato proprio Sysex.

Spuntando un determinato tipo di controllo, è possibile eliminarlo sia dalla registrazione che dalla porta thru; inoltre, cliccando su uno o più canali midi nella finestra, i canali midi selezionati saranno messi automaticamente in thru/off, vale a dire che nessun controller sarà riprodotto in tempo reale, anche se verranno registrati ed inclusi nelle tracce. Normalmente non c’è bisogno di filtri midi, ma potrebbe capitare l’occasione di servirsene. L’esempio (banale) che mi viene in mente , e che mi è personalmente capitato, è di dover lavorare con una tastiera midi con la rotellina del vibrato guasta che inviava sempre e comunque il suo CC. Per evitare di dover cancellare tutto a posteriori, è stato sufficiente inserire come filtro il CC 1.

La pagina Midi file consente di impostare come output per i midifiles importati l’uscita midi o un qualsiasi strumento virtuale, ed inoltre consente di estrarre automaticamente dalle tracce i principali controlli (volume e program change) per il discorso a cui ho accennato prima; questi valori vengono inseriti direttamente nell’inspector di ogni traccia.

 

Preferenze > Modifica
Qualche dritta qua e là: la voce “automazione segue eventi” fa, con tutte le automazioni, la stessa cosa che fa la voce Insegui Eventi per il midi; inoltre, copiando un evento, anche l’automazione relativa sarà copiata.

Alla voce Audio, un campo consente di impostare un algoritmo a piacere per il time stretching con il tool Puntatore; l’algoritmo di default è il peggiore qualitativamente, e serve di solito solo come anteprima, ma utilizzare in realtime un algoritmo più complesso potrebbe portare ad un maggiore uso della CPU.

La sezione “modifica strumenti” prevede l’attivazione di un reticolo orizzontale e uno verticale, molto utili per seguire lo spostamento ed il corretto posizionamento di eventi.

 

Preferenze > Registra
Nel campo Audio è possibile impostare un offset di registrazione fino a 60 secondi (ram permettendo); questo significa che, se perdete per pura jella, o perchè distratti da una bella figliola, (o figliolo, per par condicio rispetto alll’esigua ma agguerrita rappresentanza femminile nel nostro campo) l’inizio del concerto irripetibile che dovete registrare, il programma è in grado di ricordare fino a 60 secondi prima del punto in cui effettivamente avete iniziato la registrazione. Essendo questi 60 secondi caricati in un buffer, se fermate la registrazione ricordatevi di recuperarli immediatamente (con il solito sistema di allargare verso sinistra il bordo sella parte registrata), altrimenti alla successiva partenza il buffer sarà svuotato. Questa funzione è molto comoda, inoltre, per conservare gli attacchi nei punch-in, senza diventare troppo matti ad impostare al centesimo di tick il punto di ingresso ed anzi prevenendo la naturale tendenza dei musicisti ad anticipare leggermente l’attacco stesso.

 

Preferenze > VST
La voce “mettere in mute il pre-mandata se è attivo il mute” consente, se disattivata, di mettere in mute la traccia ed ascoltare il solo effetto eventualmente ad esso applicato (a patto che sia in prefader; se è normalmente in postfader, l’effetto verrà comunque sentito fino al suo decadimento naturale).

La voce “monitoraggio automatico” determina la modalità con cui Cubase effettua il monitor di traccia:

  • manuale, il monitor deve essere attivato manualmente
  • quando la registrazione è attiva, il monitor è attivato appena viene armata una traccia
  • durante la registrazione
  • stile macchina a nastro, monitoraggio in stop, in registrazione, ma non in riproduzione.

 


 

Cancellare tutti i comandi GM in una sola operazione

 Quando si importa un midifile GM standard, normalmente nella prima battuta di ogni traccia si trovano inseriti numerosi messaggi di Program change, CC, Sysex ed altro; questi messaggi, utili per la riproduzione GM, possono costituire una… palla al piede se si intende mettere mano ai suoni ed agli effetti, in quanto ad ogni start del progetto tutte le impostazioni personalizzate verrebbero resettate. Ecco come si presenta una tipica traccia:

Editor Elenco, List Editor

Editor Elenco, List Editor

Se non avete voglia di aprire ogni singolo editor e cercare e cancellare manualmente gli eventi indesiderati (che comunque possono intervenire anche in mezzo alle tracce), selezionate tutto (CTRL/CMD+A), aprite il menu MIDI/Editor logico ed impostate così la finestra

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Midi > Editor Logico

I comandi inseriti cancellano tutti i program change, i comandi di aftertouch, le righe di system exclusive e tutti i controller tranne 1 (modulation) e 64 (sustain pedal), oltre che il pitch bend (che NON è un CC)

Ecco il video tutorial

ulteriori informazioni sulll’uso del logical editor le potete trovare nel tutorial di Cubase.it linkato più avanti.

 


 

Il menu Impostazioni Progetto

Pan Pot e Pan Law
Il menu Preferenze Progetto contiene una serie di impostazioni preliminari, come ad es. Frequenza di campionamento e Bitrate, ed altre meno utilizzate, come Framerate (frequenza dei fotogrammi per secondo in un filmato, l’equivalente video della frequenza di campionamento), che è un parametro importante per la sincronizzazione AV, ed altro. Un parametro a volte trascurato è la Pan Law, o Modalità panorama stereo. Il concetto è un po’ astruso, ma non molto. Se consideriamo un segnale mono posizionato al centro in un sistema di ascolto stereofonico e lo spostiamo verso un lato, percepiremo una certa caduta di volume, questa variazione è dovuta al fatto che la quantità di segnale, seppure invariata, esce ora da una sola cassa e non da due. La regola è che l’attenuazione di un segnale completamente panpottato a sinistra o a destra sia di 3 dB rispetto al centro. Per compensare questa perdita di energia sonora, è stato implementato un sistema che attenua di un certo valore il centro stesso man mano che il segnale si sposta verso uno dei lati.

Ricordo ancora, ai limiti della nausea, che sarà il centro dell’immagine stereo ad essere attuenuato.

Il campo Modalità panorama stereo delle preferenze progetto consente di impostare questo valore su -3, -4,5, -6 dB, o addirittura su equal power, in modo che non ci sia variazione di volume; un valore 0 annulla la pan law.

Alll’atto pratico, maggiore è l’intervento di attenuazione della pan law, maggiore sarà il senso di apretura stereofonica del brano, in quanto la parte centrale sarà attenuata di x dB rispetto alle estremità. L’impostazione di default di Cubase è -3 dB.

 

Videotutorial panpot e pan law

 

La gestione del panpot in Cubase
Nelle normali tracce, effetti o gruppi mono, il panpot agisce come di consueto spostando il segnale verso destra o verso sinistra; i canali stereo, invece, hanno una doppia possibilità

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Panpot in Cubase

La modalità Panner Balance Stereo è quella tradizionale, che consente di spostare verso destra o verso sinistra l’intero canale: la modalità Panner Balance Combinato offre invece la possibilità di pannare indipendentemente il lato destro e il lato sinistro del canale stereo. La funzione si attiva mediante un pulsante posto sulla destra dello slot Panpot. Questa funzione può tornare utile, ad esempio, per stringere la stereofonia di una traccia, o addirittura per renderla mono.

La finestra Panner balance stereo contiene 2 “panpottini”, uno per ogni lato dell’immagine stereo, che possono essere mossi indipemdentemente o in maniera coordinata tra di loro.

Panpot in Cubase

Panpot in Cubase

Per queste operazioni è essenziale tenere conto della Pan Law. Sovrapponendo le due metà di un file stereo, le due intensità si sommeranno; posto un aumento di intensità di 3 dB per ogni traccia mono spostata verso il centro, rendere mono una traccia stereo senza utilizzare il comando Pan Law comporterà un incremento di 3+3 = 6 dB. Non tener conto di questa impostazione può portare facilmente al clip.

In questo videotutorial è spiegata più dettagliatamente la funzione Panner Balance combinato.

Videotutorial Panner Balance combinato.

 

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